Potere alla Fantasia

Il Racconto,Per Mare

30 agosto 2010

Il Racconto, Per Mare 10

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I soldati della Sanguinaria stavano preparandosi all’arrembaggio – Possiamo fuggire, l’Esperanta è in condizioni migliori, è più veloce adesso – disse il timoniere a Mc Andrew, ma il vecchio pirata, improvvisamente rasserenato, rideva sotto i baffi -Non ancora, facciamo prima vedere a Dantes cos’è una vera battaglia!-

I soldati erano ormai sulla Esperanta e cominciarono i combattimenti corpo a corpo. Dantes perse di vista Isabela e ingaggiò una lotta senza esclusione di colpi con un soldata gigantesco, dall’aspetto terribile. La scimitarra però parava ogni colpo e lo restituiva con forza raddoppiata – Vai ragazzo -sentì gridare alle sue spalle, era Mc Andrew, ferito a una spalla e circondato da due avversari. Dantes, dopo aver liquidato il gigantesco soldato, corse in suo aiuto e ora combattevano fianco a fianco. (continua…)

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Recensioni,romanzo fantastico

2 settembre 2010

Una pinta di inchiostro irlandese Flann O’Brien

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Potrei definirlo un libro surreale.
“Una pinta di inchiostro irlandese” viene pubblicato nel 1939 e da molti è considerato un anti romanzo. Di certo c’è solo che quello di Flann O’ Brien è un romanzo  dentro al romanzo dentro al romanzo.
In realtà il suo autore non era un vero scrittore, ma un funzionario governativo della Repubblica d’Irlanda. Nel 1940 però inizia a redigere articoli umoristici in lingua gaelica che vengono pubblicati sui quotidiani irlandesi.
“Una pinta di inchiostro irlandese” è però considerato da molti altri autori, tra cui James Joice, un vero capolavoro di narrativa.
Uno studente irlandese sta scrivendo un romanzo. Abita con uno zio che spesso lo ammonisce ricordandogli di studiare, ma il buon protagonista preferisce stare a letto, chiuso nella sua camera, oppure uscire con gli amici a bersi una buona birra scura. Il tema che affronta nel suo scritto è la storia di un altro romanziere moderno di nome Trellis. Anche Trellis vuole scrivere un libro, ed il tema che decide di affrontare è il peccato. Riunisce così personaggi di altri scrittori e li mescola assieme a miti e leggende irlandesi. (continua…)

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Recensioni,giallo,romanzo umoristico

1 settembre 2010

Il gioco delle tre carte, Marco Malvaldi

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Come ho già scritto in altra occasione amo le ‘serie’ : ritrovare in un secondo, terzo o, ben  venga, quarto romanzo, i personaggi e le atmosfere che mi hanno colpito una prima volta.

Così, dopo aver letto con vero entusiasmo  e puro divertimento l’opera prima del giallista pisano Marco Malvaldi, “La Briscola in Cinque”, non mi sono lasciata sfuggire il seguito: “Il gioco delle tre carte”, già pregustando il terzo della serie :”Il re dei giochi”.

L’autore ci riporta a Pineta, ipotetico paesino turistico della costa toscana, dove, nel corso di un convegno di Chimica, si consumerà un omicidio e, come già nella ‘prima puntata’, il barrista-detective improvvisato Massimo si metterà alla ricerca della soluzione di questo nuovo enigma.

Devo dire però che l’aspettativa per quanto riguarda questo secondo capitolo è stata in parte delusa. Mi spiego meglio: Pineta, il BarLume e il suo stuolo di pettegoli vecchietti, non sono cambiati. Lo scenario e i comprimari si mantengono interessanti e suggestivi e anche il protagonista, il barrista Massimo, detective per caso, non ha perso il suo smalto, anzi.

Tuttavia questa volta a non ‘reggere’ è il giallo in sè: ci sono i potenziali sospetti come da copione, c’e la ricerca del movente ed il trucco usato dall’assassino per sviare investigatori, e lettori, con un abile  gioco di prestigio, ma non basta a rendere efficace il meccanismo narrativo. (continua…)

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Recensioni,romanzo drammatico

30 agosto 2010

Soffocare Chuk Palahniuk

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Ho già parlato di Chuk Palahniuk e del suo provocatorio modo di scrivere quando ho fatto la recensione di Fight Club, romanzo con cui ha raggiunto uno strepitoso successo.

Il libro di cui invece mi occupo ora si intitola “Soffocare”.

Scritto nel 2001, sembra essere una manuale di resistenza umana alle fatiche che la vita ci propina giorno dopo giorno.

L’incipit del romanzo consiglia di non leggere le sue stesse pagine, proprio per la violenza e la triste storia che Palahniuk racconta.

“Soffocare” è narrato in prima persona da Victor Mancini, quasi un medico, sebbene non abbia terminato gli studi. Victor ha una madre anarchica che passa la maggior parte della sua vita in prigione a scontare pene per i suoi fantasiosi attentati al sistema. Così il piccolo Victor passa l’infanzia da una famiglia adottiva all’altra e, divenuto adulto, scopre di essere sesso dipendente e frequenta un corso in dodici fasi per liberarsi da questa terribile fobia.

Ogni giorno scrocca il pranzo fingendo di soffocare nei ristoranti della città in cui vive, Diventa per questo motivo quasi una leggenda: tutti coloro che hanno cercato di salvargli la vita impedendo la sua morte per soffocamento si ricordano di lui nel tempo, continuando a spedirgli regali, assegni e quanto gli è utile nella vita. (continua…)

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