21 agosto 2010
Tags: armeni, Elif Shafak, genocidio, Istambul
Questa è una storia tutta al femminile che ha però, nel suo intreccio, un tema scomodo.
Un argomento che i nuovi autori turchi stanno a poco a poco iniziando ad esplorare.
Credo che per questo popolo sia un modo come un altro per prendere coscienza della propria storia e, certamente, anche rendersi conto e finalmente parlare delle atrocità commesse in nome della superiorità di una razza.
L’Armenia è uno stato euroasiatico confinante con la Turchia: le stime ufficiali dicono che le vittime del genocidio armeno oscillano tra le duecentomila e il milione e otto.
Così Shafak Elif, l’autrice di questo bel romanzo, “La bastarda di Istambul”, racconta una storia d’incontro e d’amicizia tra due ragazze alla ricerca del proprio passato e delle radici etniche.
Armanoush è una ragazza americana, ma la sua famiglia è scappata dalla Turchia al tempo della repressione armena.
Istambul la accoglie con i suoi imponenti minareti e la bellezza delle notti sul Bosforo. Alloggia in casa dei parenti del patrigno, rigorosamente turchi, e qui conosce Asya, appunto la bastarda del titolo.
(continua…)
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12 luglio 2010
Tags: fred Ulhman, Hitler, nazismo
Hans Swartz è un ebreo di Stoccarda, figlio di un medico decorato al valore durante la prima guerra mondiale, la sua famiglia è parte integrante di quella borghesia illuminata tanto in auge durante la Repubblica di Weimar.
Hans frequenta il Karl Alexander Gymnasium ed è un ragazzo molto solo.
Un giorno del 1933 la sua tranquilla esistenza è sconvolta dall’arrivo in classe di un nuovo alunno.
E non è un alunno qualsiasi: Konradin von Hohenfels appartiene ad una delle casate tedesche più importanti nella storia della Germania. La classe si rende perfettamente conto di chi è Hans e di come le vicende della loro patria siano strettamente intrecciate a quelle di questa insigne famiglia. Persino i professori sono affascinati ed intimoriti da Konradin.
Hans però decide di diventargli amico, scoprendo, nella passione per la filatelia, un possibile punto d’incontro. (continua…)
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10 giugno 2010
Tags: America, depressione, John Steimbeck
Credo che “Uomini e Topi”, del 1937, sia uno dei maggiori capolavori dello scrittore americano John Steimbeck.
Nonostante non sia un romanzo nel vero senso della parola, ma piuttosto un racconto lungo, la storia narrata è densa, coinvolgente ed emozionante, e la traduzione, di Cesare Pavese, è assolutamente all’altezza dell’originale americano.
Il titolo utilizzato proviene da una poesia scozzese del ’700 di Robert Burns in cui il lavoro di un topo viene mandato all’aria da un aratro umano ed il fatto si innalzava a tragedia mondiale, avendo i due esseri, tanto il topo quanto l’uomo, il medesimo destino mortale.
Riconducibile agli anni successivi alla Grande Depressione americana del 1929, Steimbeck offre al lettore una storia che ben delinea la grande povertà ed il grande esodo dei braccianti agricoli, costretti a muoversi da una fattoria all’altra alla ricerca di lavoro.
Siamo in un tipico ranch americano, in California, dove i lavoranti ricevono vitto, alloggio e pochi spiccioli in cambio di prestazioni a giornata.
(continua…)
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7 maggio 2010
Tags: catarismo, linguadoca, medioevo, religione
“Ammazzateli tutti, Dio saprà riconoscere i suoi”: chi, almeno una volta nella vita non ha sentito pronunciare questa frase da un professore di storia?
E’ infatti consuetudine, nelle scuole italiane, raccontare la storia dell’eresia catara.
Quale fossero i dogmi di questa chiesa, il periodo in cui fiorì, i luoghi e la tragica fine di migliaia di accoliti.
La scrittrice Rossana Ungaro Bianco prende spunto da questa fase della storia per narrare una vicenda piuttosto confusa, quattro episodi strettamente legati da vecchie leggende, misteri, assassinii e ipocrisie cattoliche.
Il romanzo però nel suo nebuloso svolgimento è corredato da provati riferimenti storici che permettono ad un lettore “a digiuno” di storia della religione, di inquadrare bene il contesto in cui si svolgono i fatti narrati. (continua…)
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