“Buongiorno, Notte” è un film di Marco Bellocchio, girato nel 2003. Vincitore di diversi premi, tra cui il David di Donatello, riapre la discussione sul dramma umano del presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse nel 1978..
Il titolo è ispirato ad un verso di Emily Dickinson e la pellicola, a cavallo tra il bianco e nero ed il colore, difficilmente vi lascerà delusi. Il regista s’è ispirato al romanzo autobiografico “Il Prigioniero”, di Anna Laura Braghetti, appunto una dei carcerieri del presidente.
Un punto di vista strettamente femminile quello di Chiara, interpretata da una commovente Maya Sansa, divisa tra la voglia di Rivoluzione e il dubbio morale di ciò che lei e i suoi compagni stanno mettendo in atto.
Il sequestro Moro è stato riletto ed interpretato da molti, i punti di vista non convergono quasi mai e per questo motivo Bellocchio si propone di non dare un’interpretazione politica.
La Chiara-brigatista è una ragazza come molte altre: lavora in una biblioteca, è attratta da un giovane scrittore, visita la sua famiglia nelle giornate libere. La Brigatista- chiara invece è la responsabile del covo, si occupa di mantenere in ordine la casa ed accudisce i suoi compagni, assiste agli interrogatori al Presidente e guarda impaziente il telegiornale alla ricerca di una sollevazione delle masse. Come riesca a convivere tra queste due personalità, divise tra ideologia e esistenza quotidiana, ce lo svelano le sue notti, popolate da incubi di Resistenza e fascismo, dalla Rivoluzione Bolscevica, dal sogno di vedere Moro finalmente libero a spasso per Roma.
Avere lo statista più celebre d’Italia prigioniero dietro una libreria, ascoltarlo, giorno dopo giorno, raccontare le vicissitudini del governo, prendere coscienza del suo rapporto con dio e con la religione, vederlo umano e non più solo simbolo incarnato del potere. Moro è rassegnato al suo destino, sa che non lo libereranno mai, ma fino all’ultimo è alla ricerca di una mediazione. Crede nella compassione di questi spietati soldati ma sa che i suoi stessi compagni di partito lo hanno già designato come il martire prescelto.
Abbiamo detto che Bellocchio non vuol dare un’interpretazione politica del fatto in sé, ma certo le riflessioni che apre sono molte, le sottigliezze psicologiche dei protagonisti rimangono: cosa vuol dire essere brigatisti? La Dc, colpevole o innocente?
Un bel film, con immagini forti, raccontato anche attraverso i documenti televisivi autentici dell’epoca, il clima pesante degli Anni di Piombo ben interpretato, le musiche, Pink Floyd e Shubert sapientemente utilizzate. Gli attori tra cui emergono Maya Sansa e Roberto Herlitzka nei panni di Moro, ed anche Luigi Lo Cascio, un inflessibile brigatista, danno vita ad un cast perfetto e ad una partecipazione del ruolo sentita e commovente.
BUONGIORNO, NOTTE
di Marco Bellocchio
Anno: 2003
Durata: 105 minuti
Con: Maya Sansa, Roberto Herlitzka, Luigi Lo Cascio