Dirty Dancing




dirty dancingConosciuto in Italia come “Balli proibiti”, “Dirty Dancing” esce nel 1987 a cura del regista italo-americano Emile Ardolino. Si tratta di un film a metà strada tra la commedia romantica e il genere musicale, in cui “il miele abbonda” ma non stufa.
Per chi è nato nei primi anni ’80 anzi Dirty Dancing è un cult, qualcosa da cui non si può prescindere, e le ragazzine di allora hanno sognato per anni di trasformarsi in Baby, la protagonista interpretata da Jennifer Grey,  per darsi alla follia di un conturbante ballo assieme al meraviglioso Patrick Swayze. Purtroppo l’altro attore- protagonista , diventato un sex-symbol in seguito al successo del film, ci ha lasciato l’anno scorso, ma non prima di aver recitato in “Dirty Dancing 2”.
Ma torniamo alla nostra recensione.
Corre l’estate 1963, la guerra del Vietnam è già scoppiata, e l’America è pervasa da sentimenti rivoluzionari.
La famiglia Houseman, composta da papà Jake, la sua allegra moglie e le due figlie, Lisa e Baby, trascorre le sue vacanze in un villaggio turistico di proprietà d’un ex paziente del padre. Baby è la piccina di casa, la preferita, quella che ha le idee chiare su un futuro che vede luminoso e al servizio dell’economia mondiale. Il suo sogno è infatti quello di aiutare i paesi in via di sviluppo.
Girovagando annoiata per il villaggio arriva alla zona riservata al personale e qui scopre una sala in cui i ballerini, gli animatori e gli altri dipendenti si lasciano andare a balli scatenati e sensuali, balli proibiti dalla società, che sfigurerebbero nella lussuosa sala del albergo principale. E’ qui che incontra Jhonny, ballerino e gigolò a tempo perso, che in una sola settimana le insegna tutto ciò che c’è da sapere sulla danza e sui suoi ritmi. Perchè lo fa lo scoprirete guardando il film, ma i problemi che i due dovranno affrontare sono molti e il più delle volte causati dall’ipocrisia di un ceto borghese chiuso e intollerante. Ovviamente, scoperta la sua relazione con Baby, Johnny è invitato ad andarsene, e molto romantica è la scena in cui i due si separano.
Il film procede in un clima di tristezza e malinconia. Presto arriverà il giorno della festa di fine vacanze e Baby, messa in un angolo dal suo stesso padre, che non capisce come abbia fatto la figlia prediletta a cadere tra le braccia di uno squattrinato ballerino, guarda i preparativi assente e col cuore spezzato.
L’ultima scena del film ci regala però il momento che tutti aspettavamo: Jhonny torna nel bel mezzo dei festeggiamenti e coinvolge tutti i presenti in uno scatenato mambo, facendo di Baby la protagonista della scenografia.
Un lieto fine meritato.
Un ultimo aspetto da considerare è la colonna sonora: pezzi anni ’50 ci fanno entrare nel clima, e il brano principale “Ive had the time of my life” si è guadagnato un Oscar e un Golden Globe.

DIRTY DANCING
regia: Emile Ardolino
con: Patrick Swaize, Jennifer Grey
Durata: 100 minuti


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Filed under Film, sentimentale

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