Una storia vera. Una storia di mafia e politica che il regista Marco Tullio Giordana ha saputo tradurre in uno dei più commoventi film che io abbia mai visto.
Il regista lombardo porta sul grande schermo la vicenda di Peppino Impastato, un giovane siciliano che avrebbe potuto fingere di non vedere nulla, come molti altri attorno a lui, ma che invece ha scelto di lottare e ha pagato con la morte.
Per molti anni oscurato da ben altre e terribili vicende la sua vicenda riaffiora nel 2000, quando “I cento passi” esce nei cinema del nostro paese.
Corrono gli anni di piombo anche a Cinisi, villaggio della campagna siciliana in cui scorrono fiumi di droga. Il recente aeroporto, costruito dai boss, è il punto di arrivo e di partenza di tutti gli illeciti della regione. Peppino è figlio di un piccolo mafioso assoggettato a Tano Badalamenti, per cui sapere e non denunciare è la norma corrente.
Ma suo figlio è diverso, diversa l’epoca e i fermenti che agitano l’Italia: Peppino è allergico all’omertà, da sempre combatte una guerra contro una famiglia che tace. L’incontro col pittore Stefano Benvenuti gli cambia la vita e lo avvicina al Partito Comunista, passa poi con Democrazia Proletaria e si candida alle elezioni del paese.
Cento passi separano casa sua da quella di “Ziu Tanu”, come affettuosamente è chiamato il boss.
Assieme a qualche amico e al fratello fonda una radio libera,”radio aut”, in cui denuncia la situazione di Mafiopoli, ovvero Cinisi, e la colpevolezza di Tano Seduto, il capo dei capi. Non rinuncia ad immaginare un mondo migliore, non rinuncia a gridare alla Sicilia che la mafia è il male.
Non rinuncia mai a combattere, e un giorno muore.
Quelli come Peppino muoiono sempre, uccisi senza pietà da un’organizzazione che non guarda in faccia nessuno, crudele e spietata.
Lo fanno saltare in aria sui binari della ferrovia con sei chili di tritolo: per molto tempo il suo caso sarà archiviato come incidente sul lavoro. Vent’anni passeranno prima che il boss di Cosa Nostra Gaetano Badalamenti sia processato e condannato per il suo omicidio.
E’ il 9 maggio 1978 e l’Italia è sconvolta per il ritrovamento del corpo di Aldo Moro: la storia di Peppino passa in secondo piano. E’ solo grazie alla continua denuncia del fratello e dei fedeli amici che oggi noi sappiamo chi è stato Peppino Impastato e quale grande eroe del nostro tempo si è confermato.
Non mi resta che dire che “I cento passi” del regista Marco Tullio Giordana è un film veramente molto intenso, toccante, in cui l’attore Luigi Lo Cascio è di una bravura incredibile, che da vita ad un personaggio autentico, ad un uomo che amava la madre ma rifiutava stoicamente l’ambiente in cui essa si muoveva.
Molte le citazioni musicali, come il famosissimo pezzo cantato dai Protocol Harum, “The house of the rising sun”, che accompagna il corteo funebre lungo le strade di Cinisi, tra uno sventolio di bandiere rosse e grida di “Peppino è vivo e lotta assieme a noi”.
Da ricordare inoltre i filmati d’epoca che ci fanno rivivere le angosce e le ossessioni di quei tormentati anni.
I CENTO PASSI
di Marco Tullio Giordana
con: Luigi Lo Cascio, Toni Sperandeo
Durata: 114 minuti