La prima cosa bella
Prima scena: siamo catapultati nell’estate 1971, elezione di Miss Pancaldi a Livorno. La madre del protagonista, Bruno, viene eletta come la più bella mamma della serata. Gli sguardi del padre e del figlioletto, l’uno scocciato perché consapevole delle malelingue cittadine, il secondo che prova vergogna e sente l’imbarazzo del padre… Ma Anna non è una moglie infedele, sa di essere bella, le piacciono le carinerie, ed è anche molto ingenua.
Poi si passa al 2008. Milano: Bruno è un professore d’italiano annoiato e infelice che cerca conforto nel consumo “occasionale” di ascisc e marijuana che acquista dai suoi studenti. Un giorno la sorella Valeria lo va a trovare per dirgli che la madre è gravemente malata e avrebbe piacere di rivederlo. Nonostante le resistenze di Bruno riesce a portarlo con sé a Livorno.
Il film si articola tra il difficile incontro del figlio con la madre e continui flashback che ci svelano le peripezie passate della famiglia: i genitori si lasciano dopo una litigata comprensiva di “botte” da parte del padre (cosa che ci aspettavamo già dall’inizio); Anna e i bambini iniziano a passare da un alloggio occasionale all’altro, Anna da un corteggiatore all’altro, fino a trovare un lavoro come segretaria presso un avvocato, l’unico che non è innamorato di lei ma di cui a bisogno per… si scoprirà alla fine del film!
Bruno è infelice perché ha dentro ancora troppo risentimento per quell’infanzia in cui già capiva tante cose ma allo stesso tempo non poteva far altro che subire il corso degli eventi, e così appena ha potuto ha scelto la strada più facile, se ne è andato da Livorno.
Le vite di tutti, o almeno dei più, sono inevitabilmente influenzate dalle vicende familiari. Il nostro carattere bene o male ne risente e c’è chi se le porta dentro anche crescendo.
«Il nostro albero genealogico da un lato è la trappola che limita i nostri pensieri, emozioni, desideri e vita materiale… e dall’altro è il tesoro che racchiude la maggior parte dei nostri valori» così ci insegna Jodorowsky che casi come questi ne ha curati tanti o almeno dice… Ma forse si può guarire, anzi crescere ed essere felici anche senza l’aiuto di una terza persona. Forse il segreto (ma anche la difficoltà) sta nel guardare le cose belle, gli aspetti che più ci piacciono delle persone che ci stanno vicino; pensare che in fondo siamo individui e abbiamo una vita davanti da vivere senza farci condizionare dall’orgoglio e dagli sbagli del passato. E si può, a questo punto, perdonare.
Virzì non si smentisce: il tema è drammatico ma i suoi toni divertenti e ironici non annoiano mai.
LA PRIMA COSA BELLA
di Paolo Virzì
Con: Valerio Mastrandrea, Claudia Pandolfi, Stefania Sandrelli
Durata: 116 min.