Tutto su mia madre Pedro Almodovar




 

tutto-su-mia-madreEsteban, un ragazzo di diciassette anni, muore investito da un’automobile all’uscita del teatro dopo aver visto assieme alla madre Manuela “Un tram chiamato desiderio”.
Dopo la sua morte Manuela decide di andare a cercare il padre, di cui Esteban non ha mai conosciuto la vera identità; si fa infatti chiamare Lola ed è un transessuale che vive  a Barcellona.
Al suo arrivo in città la storia si complica e molte e diverse fra loro saranno le solitudini che Manuela conoscerà e cercherà di aiutare. Per citare un esempio possiamo parlare di Rosa, una suora il cui destino sarebbe stato di andare in missione e che invece si ritrova incinta e con l’AIDS a causa di Lola. Oppure Agrado, transessuale e vecchia amica di Manuela, che lascerà il marciapiede per diventare assistente di Huma, l’attrice che aveva interpretato lo spettacolo a cui avevano assistito Manuela e Esteban la sera dell’incidente.
Quello di Pedro Almodovar è un mondo fatto di donne e a loro è dedicato questo film incredibilmente toccante.
La trasgressione che in molte pellicole di questo genere è innalzata a ruolo di protagonista, viene messa in un angolo dal regista per condurre lo spettatore in un esperienza umana che, seppur lontana dai nostri schemi, non affronta in verità problemi a noi estranei. AIDS,  disperazione per un figlio perso, il tema dell’abbandono.
Visionando poi gli altri film del regista non stupisce affatto questo rifiuto della normalità, sopratutto quella sessuale, che fa sì che Almodovar riesca sempre a creare trame tanto delicate quanto prepotenti e d’impatto.
Le donne, tra cui spicca Penelope Cruz nel ruolo di Rosa, si nutrono di tolleranza e questo fa sì che mai, guardando il film, si abbia l’impressione di trovarsi a contatto con la disperazione vera e propria. Nonostante conducano tutte una vita riprovevole se giudicata attraverso il perbenismo bigotto della società moderna, dimostrano in ogni occasione di essere superiori al resto dell’universo femminile. Creature straordinarie che lottano nel presente, tacendo le domande sul futuro, autentiche.
“Tutto su mia madre” è forse il più completo tra i film di Almodovar, per lo meno il più maturo. La critica stessa lo ha capito premiandolo per la miglior regia a Cannes nel 1999 e consegnandogli l’ Oscar come miglior film straniero nel 2000.

Tutto su mia madre
di Pedro Almodovar. Con Cecilia Roth, Penelope Cruz, Marisa Paredes, Antonia san Juan
(1999, Spagna)
Durata: 101 minuti


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Filed under Film, sentimentale

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