Potere alla Fantasia

Il Racconto

24 agosto 2009

Il Racconto: Agnese, 14

Tags:




Scostarono la rozza porta di legno che chiudeva l’imboccatura della capanna. Al centro, rischiarata dal chiarore del fuoco: una culla.
Agnese e Robert si guardarono intorno: nessuno. Si scambiarono, muti, un cenno di intesa e si avvicinarono. Erano ormai a pochi passi quando un’ombra sbucò fuori all’improvviso, da un lato della culla, brandiva una spada e li teneva a distanza : “State indietro!” Sharima li guardava minacciosa, i begli occhi scuri dardeggianti d’odio.
“Sharima che fai? –quasi gridò Agnese –siamo noi”
“Ho imparato a non fidarmi di nessuno, lasciatemi controllare” e, senza posare la spada, si avvicinò alla culla. I suoi movimenti, a quel punto, si fecero dolci e delicati: si chinò per un attimo e rimase in silenzio
: “Non è il mio bambino” disse infine.
“Oh no! –esclamò Agnese –pensavamo di essere finalmente giunti alla conclusione della nostra ricerca, adesso dobbiamo ricominciare e non sappiamo da dove”
“Domani abbandoneremo l’accampamento degli uomini della foresta e ricominceremo, non ha più senso restare qui” replicò amaro Robert.
“Io non ne sarei  così sicuro” era stata una voce maschile a parlare alle loro spalle. Tutti e tre si voltarono di scatto.
Era Tom, il fabbro, che veniva loro incontro con un bambino  tra le braccia.
Sharima gli fu addosso in un balzo: “E’ lui mio figlio! –gridò strappandogli dalle braccia il piccolo che, orami sveglio, iniziava a piangere: “Il mio piccolo Rufus” singhiozzava stringendo il bambino a cui aveva dato il nome del padre. Agnese e Robert, intanto, fissavano Tom in attesa di spiegazioni.
E così il fabbro cominciò a raccontare di quando gli uomini della foresta avevano assaltato una strana comitiva: due sgherri di Ballantino e una donna con un bambino. Dopo averli alleggeriti di tutti i loro averi li avevano lasciati andare, ma tenendo con sé il bambino. I soldati infatti avevano raccontato la storia dell’erede di Rufus che Ballantino voleva eliminare ed i fuorilegge avevano capito quanto quel bambino potesse essere importante.
“E infatti sarà importante! Lo porteremo dal vecchio re Olalf che lo riconoscerà come suo nipote e spodesterà Ballantino – esclamò Robert –anche per voi fuorilegge sarà la fine di tutte le sofferenza: la giustizia verrà ristabilita e potrete tornare alle vostre terre!”.
Tom lo fissava, poi replicò :”Non riuscirete mai a portare il bambino da Olaf: il suo castello è sorvegliato notte e giorno dagli uomini di Ballantino. Vi uccideranno prima ancora che possiate parlare”.
Sharima,  rapita dalla visione di suo figlio, non rispose.  Agnese invece si fece seria e guardò Tom: “Già ci uccideranno se andremo soli… ma se con noi verranno uomini armati, orami addestrati a combattere e armati dal miglio fabbro del paese…”
Tom non rispose, si guardava le mani e la pesante spada che gli pendeva su un fianco.


  • Share/Bookmark

Post correlati

RSS feed dei commenti a questo articolo. TrackBack URL

Lascia un commento

XHTML tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>