-Di chi è la voce che ha urlato?- Agnese tremava: l’urlo straziante che aveva appena sentito sembrava uscito dalla bocca di Robert. Quindi poteva non essere morto; quindi quegli uomini incappucciati potevano aver rapito anche lui.
Proprio mentre la speranza le si riaccendeva nel cuore, il tizio con la cetra negò la presenza del cavaliere sul posto.
-Non pensi inutili sciocchezze Agnese. Per lei Robert è morto e probabilmente molto presto seguirà la sua stessa fine. Ma adesso ho bisogno di sapere se lei è divenuta la moglie di Robert. Non ho tempo da perdere e le consiglio vivamente di scendere a patti con me e dirmi la verità.-
-E se non lo facessi? Se non vi dicessi la verità? Allora quale sarebbe la mia fine? Cosa cambia per me?-
-Astuta, non c’è che dire. Peccato che lei non sia nella posizione di poter dettare delle regole. Non cambierebbe proprio nulla. Morirebbe in ogni caso, solo dovremmo prima torturarla ben benino per scoprire se c’è del vero nelle notizie che ci sono giunte. Può decidere cosa fare con calma. Nel frattempo verrà riaccompagnata nella sua stanza e tenuta sotto controllo fino a domani. Domani mattina dovrà darmi una risposta.- con un cenno della testa fece segno alla vecchia di avvicinarsi e le ordinò bruscamente di ricondurla in cantina.
-Chi siete voi? Che razza di congregazione è mai la vostra? Perchè vi incappucciate il volto?- gli occhi di Agnese sembravano scrutare al di là del velo, cercavano ansiosi qualcosa, magari un particolare, un piccolo appiglio a cui aggrapparsi. Doveva farlo parlare, sapere qualcosa di più o comunque prendere del tempo.
- Queste non sono questioni che le dovrebbero interessare ma, dal momento che presto ci lascerà, posso rivelarle che la confraternita di cui sono un devotissimo discepolo ha radici antichissime. La vita attorno a noi sembra si svolga normalmente, ma nulla è lasciato al caso. Abbiamo adepti ovunque e le sorti del nostro paese sono in gran parte nelle nostre mani. Anche il suo Robert, a suo tempo, giurò di entrarvi e onorare il patto tra due famiglie sposando lady Carlotta ma, quando siamo venuti a fargli visita all’accampamento nel bosco, sembrava infastidito, ostile a mantenere la promessa fatta. Acconsentì a venire tra noi solo dopo la missione contro Ballantino e ci parlò di voi confidandoci la speranza di lasciargli il tempo per sistemarla al sicuro. Mentre preparavate la battaglia non vi abbiamo perso d’occhio e abbiamo avuto modo di intuire l’intenzione di Robert di fuggire con voi. Perciò siamo corsi ai ripari..- questa volta fu lui stesso a spalancare la porta della stanza, spinse Agnese nel locale e richiuse con un colpo secco.
Agnese era di nuovo nella stanzetta umida e buia, il silenzio scalfito soltanto da quel lontano gocciolio. Sola, ora poteva pensare a tutto ciò che non tornava nelle parole dell’uomo incappucciato. Forse aveva ancora un po’ di tempo per provare a salvarsi.
Il Racconto, Agnese 24
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