Era sola nella sua cella ormai da qualche ora e non riusciva a prendere sonno né a trovare una buona idea per fuggire da lì, quand’ecco che sentì un lievissimo rumore provenire dalla grata della finestra, qualche metro più su. Quasi le venne un colpo quando, guardando in alto, vide la faccia rubizza di Tom il Fabbro che spuntava proprio da una grossa fessura nelle sbarre. Ma non ebbe modo di starci troppo a pensare: le fu calata una fune, mentre Tom le faceva segno di tacere e fu tirata su in un baleno. Appena sul bordo della finestra Agnese guardò giù e si accorse di essere nel retro del cortile di un castello. Le manone di Tom l’afferrarono e la portarono fuori di lì. “Ma- fece in tempo a chiedere- come avete fatto?”
“Scch!- Tom la zittì e la caricò su un cavallo bardato di nero che stava proprio li sotto, salendo a sua volta. Con lui c’erano altri due uomini dell’accampamento, armati e in sella a stupendi destrieri.
Partirono al galoppo, attraverso un ponte levatoio stranamente aperto al fianco del quale Agnese vide una sentinella dal cranio fracassato…
Non appena il gruppetto si fu allontanato a sufficienza gli uomini proruppero in grida di giubilo: “Ah ah ah – sghignazzo Tom –questa volta Ballantino lo abbiamo fregato ben bene”.
“Ballantino? – Agnese si voltò a guardare Tom – ma io sono stata fatta prigioniera da quegli strani uomini vestiti di scuro, con la cetra e..”
“E per chi credi che lavorassero? E’ una lunga storia mia piccola Agnese, ma ti abbiamo appena tirato fuori dalle carceri di Ballantino e ora ti porteremo in un nuovo e più sicuro accampamento, dove troverai una gradita sorpresa” e Tom spronò il destriero del quale si era appena impadronito dopo aver sconfitto le guardie del castello.
Mentre cavalcavano nella notte Agnese finalmente si rilassò, al punto che, sorretta da Tom che impugnava le redini, stava quasi per addormentarsi.
Le voci degli uomini a cavallo le arrivavano attutite e non riusciva a concentrarsi, ma, prima di sprofondare nel sonno udì comunque qualcuno di loro commentare “L’inaspettata fortuna di aver trovato quell’alleato così potente”.
Il Racconto, Agnese 25
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