Il Racconto, Agnese 27
Le cose stavano così: Ludmilla di Alberobrullo aveva deciso di correre in aiuto del fratello Robert e dell’amico Rufus, offrendo il proprio esercito per sconfiggere Ballantino. Era appena rientrata da un lungo viaggio in Europa e desiderava porre fine alle scorribande che gli uomini di quel tiranno avevano compiuto anche ai danni delle sue terre. Quindi, come Tom il fabbro aveva spiegato ad Agnese, Ludmilla aveva accolto gli uomini della foresta che, insieme al suo esercito, stavano organizzando una poderosa offensiva contro Ballantino, mentre Robert e Rufus erano impegnati a recuperare le forze.
Tutto sembrava dunque procedere per il meglio, ma Agnese era inquieta: “Se le cose stanno così –chiese a Sharima che si era recata a trovarla – perché mai non posso ancora vedere Robert? Tu l’hai incontrato, Tom ci ha parlato, perché a me non è concesso di vederlo? SI trova solo a poche stanze dalla mia o sbaglio? Mi hanno detto che è febbricitante, devo vederlo!”
Sharima la fissò con occhi tristi: “E’ ancora debole, vederti sarebbe un’emozione troppo grande…” ma non riuscì a sopportare lo sguardo di Agnese e voltò la testa
“Tu sai qualcosa, tu devi dirmi la verità!”
Sharima parve prendere una decisione e con aria di sfida si rivolse ad Agnese: “Basta! Quella che stanno commettendo è una grave ingiustizia e tu devi sapere. Robert giace malato e non può ribellarsi ma tu si!Devi sapere che Robert era stato promesso sposo, prima di partire per la guerra, alla nobile figlia del signore della Congregazione della cetra… e adesso intendono fargli mantenere quella promessa, altrimenti il disonore cadrà sull’intera casata”.
Agnese era senza fiato: “Ma come? Noi stiamo combattendo Ballantino, mentre gli uomini con la cetra lo spalleggiano, mi hanno rapito!”
“Si erano accordati con Ballantino solo per averti prigioniera e togliere di mezzo ogni ostacolo alle nozze!”
“Ma perché è così importante questo matrimonio, anche Robert sono sicura che non lo vorrebbe mai…” le proteste singhiozzanti di Agnese furono interrotte dall’aprirsi secco della porta.
Apparve una donna alta e bellissima, dal profilo duro ma finemente cesellato e dall’incarnato come di marmo. Era bionda e portava i capelli sciolti lungo le spalle. I suoi occhi erano gelidi e furibondi al tempo stesso: “Perché noi siamo predestinati” disse.