-Ma come faremo ad affrontare Rufus e la guarnigione del castello?-
-Non ce ne sarà bisogno Agnese.- la voce di Robert appariva stanca, era seduto su una sedia e sembrava l’ombra di se stesso, a fatica continuò a spiegarle:- Se dovessimo combattere per davvero, probabilmente nessuno di noi ne uscirebbe vivo. Io sono ferito e la febbre mi permette a malapena di restare in piedi, e i soldati del castello sono molti ed armati bene, inoltre c’è Rufus a dirigerli, e tutti abbiamo visto come combatte. No, non è quella dello scontro la via migliore per fuggire da qui.-
Nella stanza, rischiarata da un crepitante caminetto, era sceso il silenzio. Tutti gli occhi erano puntati su Robert, in attesa che continuasse a illustrare il piano. Anche Agnese lo osservava, controllava il sudore che gli imperniava la fronte, preoccupata più per la salute del suo cavaliere, che non del destino che l’aspettava fuori da quelle quattro mura.
Come se le avesse letto nel pensiero, Robert continuò:- Partiremo domani notte, stasera le mie condizioni non mi permetterebbero d’esservi d’aiuto. Costituirei un peso per voi e tutto farei tranne che mettervi in pericolo: è colpa mia se siete finiti in questo ingarbugliato complotto ed io vi tirerò fuori dai guai. Ho bisogno di tempo però: scapperemo attraverso i passaggi segreti, da piccino erano i miei nascondigli preferiti, ma ho bisogno che Tom domani controlli che siano sempre dove li ho lasciati tanti anni fa. Inoltre, senza dare troppo nell’occhio, bisognerà capire di quanti soldati è formata la guarnigione e dove siano stazionati nel loro servizio di controllo.-
Tom si dimostrò subito d’accordo: certo, avrebbe affrontato una battaglia se ce ne fosse stato bisogno, ma lui stesso si era già reso conto che sarebbe stato un massacro. Con loro c’erano due donne, un bambino ed un malato, restavano in pochi a poter combattere e, con Robert in quelle condizioni, non avevano neanche qualcuno che li potesse guidare.
Dopo poco Agnese fu nuovamente sola nella camera.
Si guardò attorno e si accorse che i primi raggi del sole iniziavano già a penetrare tra i pesanti scuri delle finestre.