Potere alla Fantasia

Agnese,Il Racconto

21 dicembre 2009

Il Racconto, Agnese 31

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Camminavano in silenzio, trattenendo il fiato, in quello stretto cunicolo che passava all’interno delle mura del castello. In realtà le pareti non erano così spesse come avevano pensato all’inizio e i fuggiaschi potevano sentire le voci e il chiacchiericcio degli occupanti delle diverse stanze. Mancava un’ora all’alba.
Agnese e Robert guidavano il ‘corteo’  : un gruppetto di una quindicina di persone. La maggior parte dell’esercito degli uomini della foresta era infatti accampato fuori dalle mura, proprio dove il passaggio segreto li avrebbe condotti. Il piano era definito: avrebbero raggiunto gli altri e li avrebbero informati dell’inganno. Poi avrebbero cercato di allontanarsi senza insospettire le  vedette del castello, ma nel caso fossero stati scoperti e inseguiti non restava loro altra strada che combattere e, tutti lo sapevano, sarebbe stato un suicidio.
Agnese stringeva forte la mano di Robert, ancora incredula e felice per averlo al suo fianco. Al tempo stesso però non poteva fare a meno di pensare a tutto ciò che li divideva da un sereno avvenire insieme: il matrimonio combinato e il turpe inganno di Rufus, l’esercito di Ballantino e la necessità di fuggire dal castello di Ludmilla che era in un primo momento apparso un  porto sicuro. Ancora peggio di lei stava Sharima, senza aver versato una lacrima per il tradimento subito e stringendo al petto il figlio, aveva perso la luce nello sguardo e il timbro argentino della sua voce si era come incrinato: il suo viso era una maschera di cera.
Finalmente, dopo un lungo cammino, Agnese intravide un lieve chiarore filtrare da una parete di foglie: “ Ci siamo  – sussurrò a Robert – siamo dietro le scuderie”.
Sbucarono infatti all’esterno delle mura del palazzo in una specie di orto abbandonato e poco più in là poterono scorgere l’accampamento degli uomini della foresta.
“Bisogna fare attenzione –  Robert ammonì gli altri – da questa angolazione le guardie non dovrebbero scorgersi ma non si sa mai”.
Il loro arrivo all’accampamento fu accolto con stupore, ma bastarono poche parole di Tom perché gli uomini capissero che non vi erano alternative alla fuga e che quella che era sembrata l’unica strada per sconfiggere finalmente l’odioso Ballantino si era rivelata una perfida trappola. In pochi istanti erano pronti alla partenza: il sole era ancora basso all’orizzonte e potevano tentare di allontanarsi senza dar nell’occhio.
Sharima lanciò un’ultima occhiata carica di tristezza e rabbia in direzione del castello, poi, risoluta, seguì gli altri che già si stavano incamminando verso l’oscurità della foresta.
Ma una risata agghiacciante risuonò alle loro spalle: Agnese, Robert e Sharima non ebbero bisogno di voltarsi per sapere che si trattava di Carolina…e non era sola.
Erano stati accerchiati, seguiti senza accorgersene fin dalla loro uscita dal castello e adesso un nutrito gruppo di cavalieri li fronteggiava. Carolina e Rufus erano alla testa del drappello. Lei bellissima come sempre, ma il volto era una maschera d’odio. Rufus dal canto suo sembrava indifferente a tutto e cercava di non incontrare lo sguardo di Robert e Sharima. Poco più in là, a cavallo, Ludimilla, che invece esclamò rivolta al fratello: “Sei ancora in tempo, abbandona quel gruppo di briganti: unisciti a noi, Carolina sarà la tua sposa e il tuo potere non avrà confini…”
“Ludmilla sei tu che sei ancora in tempo per capire con che persone hai stretto alleanza –replicò Robert – forse Carolina e Rufus non ti hanno messo al corrente proprio di tutti i loro piani…”
“Basta –era stata Carolina a gridare – ora devi scegliere se essere nostro alleato o nostro nemico e non hai più  molto tempo per farlo” I cavalieri, a un suo cenno sfoderarono le spade.
Robert guardò Tom che annuì e gli uomini della foresta misero mano alle armi. Sharima e Agnese si guardarono sconvolte: avrebbero combattuto e avrebbero perso. Pochi attimi di silenzio e poi il fragore della battaglia ebbe inizio.


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