Il Racconto: ‘Agnese’ ottava puntata
- Anche di Sharima non ho più saputo nulla, dopo la morte di Rupert e la partenza del bambino i suoi familiari l’hanno tenuta segregata. Ho provato a parlare con lei per cercare di avere qualche notizia in più sui mercanti inglesi che avevano portato via il figlio, ma avvicinarla è stato impossibile. Temo, temo che possano averla uccisa –
La mattina seguente si rimisero in cammino. La notte nella radura era stata confortevole, più di quanto Agnese potesse immaginare, anche se il pensiero dei suoi genitori che l’attendevano a casa temendo che le fosse accaduta una disgrazia non le dava pace.
Ser Robert sembrava rinfrancato dalla notte passata e, posta Agnese in sella al cavallo, procedeva a piedi tenendo l’animale per le redini.
- Non manca più molto alle colline di Luna blu, vedo già la residenza dei signori che si staglia sulla cima- disse Agnese dopo un po’.-
- Si ma non è più la che siamo diretti-
- Come sarebbe?-
- Ho elaborato un piano questa notte . Vedi Agnese, il vecchio padre di Ser Rupert, Olaf, sicuramente mi crederebbe se gli raccontassi del nipote portato in Inghilterra dai mercanti. Ma i suoi consiglieri? Tutti uomini al soldo di Ballantino. Non mi lasceranno neanche finire la Storia e mi taglieranno la testa! No, devo andare a Palazzo solo quando avrò delle prove! Dobbiamo metterci in cerca del figlio di Rupert, anche se non so davvero da che parte cominciare-
Agnese lo guardava stupita, pensava che il cavaliere fosse quasi al termine del suo viaggio e invece quella che si prospettava davanti a loro era una vera e propria avventura, degna di un cantastorie: cercare un erede al trono al fianco di un prode cavaliere –Mi sembra un ottima idea- rispose con occhi brillanti
- Ma bene, una giovane coraggiosa è quella in cui mi sono imbattuto, e secondo te da dove si dovrebbe cominciare la ricerca?-
- I mercanti, mi hai detto, commerciavano in stoffe pregiate. Sicuramente avremo loro notizie ad Arabel, la città dei tessitori, non dista troppo da qui, solo un giorno di viaggio-
- Bravissima Agnese – Ser Robert la guardava divertito –ti promuovo mio scudiero!!! Indicami la strada per Arabel –
- Sempre dritto cavaliere!!-
Camminarono tutto il giorno, facendo brevi soste per mangiare un po’ del cibo che Ser Robert aveva portato con sé, non era molto, ma ad Arabel si sarebbero fermati in una locanda.
Mano a mano che procedevano in direzione della città, aumentava la loro paura di non trovare alcuna traccia dei due mercanti, ma nessuno dei due osava confessarlo. Finalmente, dopo un intera giornata di cammino si trovarono in cima ad un pendio, sotto di loro Arabel riluceva al sole del tramonto.
- E’ una vista da togliere il fiato –esclamò Agnese guardando i pinnacoli delle tante torri color avorio che circondavano la città-
- Forza, affrettiamoci a raggiungerla –
Alle loro spalle tra i cespugli una presenza inquieta si mosse. Lasciò che i due riprendessero il cammino e iniziò a seguirli, un mantello verde cupo l’avvolgeva e la confondeva con il bosco, i suoi passi erano incerti ma silenziosi
mmmmm…intrigante…