Le mura attorno alla città erano alte e possenti, una delle tante porte lungo il muro li introdusse in una calda piazza colma di gente d’ogni tipo.
Agnese aveva molto sentito parlare di Arabel .
Ogni viandante capitato al suo villaggio ne aveva descritto le alte torri, i colori eterei, la sensazione di trovarsi in una città di ghiaccio colorato. I palazzi avevano i colori dell’avorio o dell’alabastro, le strade che conducevano da un borgo all’altro fatte di un particolare acciottolato chiaro, chiaro.
Ed in mezzo a tutto questo brillio di luminosità un’esplosione di colore.
Le stoffe erano ovunque: tappezzavano i banchetti nel mercato con lane pesanti rosse rubino o ocra; sete finissime dai toni che andavano dal verde all’azzurro più elegante, vestiti tessuti a mano impestati di gemme simili a ciliege mature.
Agnese non riusciva a smettere di girare la testa da una parte all’altra della piazza, meravigliata guardava le dame contrattare i tessuti, la stoffa scivolava leggera tra le loro dita. Sentiva il loro fruscio tutt’attorno a sé.
Ser Robert era decisamente meno impressionato: uomo di mondo aveva cavalcato per tutte le grandi città del regno, e nulla reggeva il confronto con i grandi bazar arabi. Della sua esperienza in Terra Santa ciò che più lo aveva affascinato era la calda accoglienza che i venditori riservavano alla gente, di qualunque razza esse fossero.
Preoccupato contava frenetico il numero dei banchetti, chiedendosi se in un giorno sarebbero riusciti a chiedere informazioni a tutti quei mercanti. Forse potevano restringere un po’ la scelta: avrebbero prima scoperto che di essi fosse stato in Oriente nel corso di quell’anno.
A un tratto lo vide: aveva il volto incappucciato sotto un grezzo mantello viola, si nascondeva dietro una mensola, apparentemente assorto sulla scelta di alcuni scampoli di tela. Già da qualche ora si era accorto che qualcuno li seguiva, da principio aveva pensato ad un banale ladro, ma adesso, notando gli sforzi che l’uomo faceva per non essere visto, immaginò fosse qualcuno con ben altre intenzioni. Ancora uno sgherro di Ballantino? Ser Robert era ben deciso a scoprirlo. Pensò di trarlo in trappola con un inganno. Si girò verso la fanciulla al suo fianco : era giunto il momento di comprarle qualcosa di decente da mettersi. Non aveva il minimo dubbio che lui li avrebbe seguiti.
Agnese mi faresti l’onore di accettare un dono?-
ma ser Robert, per me è già tanto essere qua : in vita mia mai ho visto una città tanto bella e grande, e questo è per me il più bello tra i doni. Se penso a quello che sarebbe potuta diventare la mia esistenza!-
Mia cara se anche tu avessi ragione prima o poi dovremo far visita al signore del tuo villaggio e per quel momento voglio che tu abbia qualcosa di adatto da indossare per l’occasione-la spinse verso uno scaffale: allineati su primitive grucce stavano molti abiti , le chiese di scegliere il più bello e chiese al mercante un luogo dove la fanciulla avesse potuto provare quello voluto.
L’ombra non si perdeva una mossa, da dietro al suo nascondiglio ascoltava tutto ciò che Agnese e ser Robert dicevano.
Il cavaliere sperava di attirarlo fuori dalla confusione del mercato, non voleva scappasse e era consapevole che tutta quella moltitudine di persone lo avrebbe inghiottito facendolo sparire come un fantasma. Doveva assolutamente scoprire chi fosse, se era pagato da qualche nemico, se avesse notizie sul bambino. Non sopportava l’idea che ci fosse un uomo al loro seguito pronto a carpire ogni preziosa informazione fossero riusciti ad ottenere.
Quello!- mentre pensava a come farlo parlare una volta acciuffato, vide l’abito perfetto per Agnese. Era un elegante abito di ciniglia color avorio, maniche a sbuffo con ricami di una tonalità appena più scura e un lungo soprabito nero con ricchi decori in velluto e raso lo accompagnava.
Gli sarebbe piaciuto vedere Agnese attraversare lunghi stanzoni magnificamente agghindati e mescolarsi tra dame del più alto lignaggio, prenderla per mano e danzare una carola con lei sotto gli occhi ammirati degli altri ballerini.
Quale nostalgia per la sua vecchia vita!
Il racconto: “Agnese”,nona puntata
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