Ed eccomi ancora una volta qua, in questa stanza che più la vivo, meno mi sembra abitabile. Scrivo queste pagine di getto, quasi non riesco a seguire ciò che dettano i miei pensieri. La colazione, in questa grande villa, è stata un inferno. Non so come comportarmi e le persone che mi circondano appaiono sempre più strane.
Miss Amish, innanzi tutto.
Non riesco a capire se sia gentile o no. A volte mi parla con compassione, altre sembra che qualcosa la blocchi. Anche oggi, davanti alla finestra, quando i miei occhi per caso hanno incontrato quelli di ser William, sembrava volesse raccontarmi un aneddoto, un evento passato, ma poi ha preferito tacere e si è limitata a dirmi che tutti in famiglia lo considerano un po’ tocco.
E direi che non ce n’era veramente bisogno.
Appena terminato di dirmi questo, infatti, William è entrato come una furia dentro il salone, Non mi ha neanche guardata, non si è presentato, si è seduto e ha iniziato ad imburrare le sue fette di pane. Tutto quel che lui faceva era ammantato dal silenzio più totale: miss Amish è sparita, e mi ha lasciata sola con questo strano personaggio.
Lui proprio non accennava ad alzare gli occhi dal suo piatto ed io lo osservavo più spaventata che incuriosita.
Mai ho incontrato nella mia vita qualcuno di più maleducato. Il suo fare era così sprezzate e sgarbato che ogni mio tentativo per fare la sua conoscenza è andato a vuoto. Ho provato a presentarmi, a dire che ero onorata che la sua famiglia avesse deciso di ospitarmi in casa propria nel momento peggiore della mia vita. Tutto inutile, ha alzato la testa dal piatto solo per una breve frazione di secondo, e ciò che non ha detto mi ha fatto desistere dal continuare quella conversazione.
Il mio stomaco si è chiuso e non ho toccato cibo per tutta la giornata. Ho inventato scuse per non dover ancora una volta sedere assieme a quel tizio: forse dipende dal suo comportamento se i suoi stessi parenti lo giudicano un po’ pazzo. In ogni caso adesso ho una gran fame. L’unico problema che per raggiungere le cucine dovrei attraversare quel lungo corridoio fuori dalla mia porta e addentrarmi