Caro diario, sono trascorsi ormai cinque giorni dall’ultima volta in cui ho scritto qualcosa in queste pagine. Ma non mi è accaduto nulla di davvero degno di nota fino ad oggi. Passato lo sgomento iniziale per l’essermi ritrovata in questa immensa abitazione semi deserta, lontana dalla mia cara Averlin, ho presto appreso i ritmi di questa strana casa.
La mattina Miss Amish mi chiama per la colazione, che consumo da sola nell’immenso salone al piano terra, poi mi conduce in biblioteca, dove mi trattengo a studiare e ricamare fino all’ora di pranzo. Il primo giorno qui ho chiesto se avrei avuto un istitutore per continuare gli studi interrotti ad Averlin: “Appena torneranno i vostri zii” mi ha risposto Miss Amish, ma nessuno sembra avere idea di quando faranno ritorno. Il pomeriggio lo trascorro camminando nel parco della tenuta, cercando di evitare il bellissimo Sir William, che mi incute terrore allo stato puro, ma, fortunatamente, sembra non essere mai in casa.
E’ questa la cosa più strana della mia nuova abitazione: è deserta. A parte me e Miss Amish pare disabitata. So per certo che ci sono una cuoca ed un cocchiere, ma non li ho mai visti, e nessuno viene mai in visita. Nessun messaggero, nè ospite, nè i contadini a portare frutta e verdura: è tutto così diverso da Averlin e dal suo allegro via vai.
L’aspetto più strano di tutta la vicenda comunque riguarda i miei zii ed i miei cugini: Miss Amish sostiene siano partiti da poco per un viaggio di piacere, ma proprio ieri mi ha indicato le porte delle loro stanze, poco lontane dalla mia: ebbene sono le stesse stanze che tanto mi avevano stupita per le serrature arruginite, come se nessuno le aprisse da anni!
E’ stato questo insieme di strani particolari e sensazioni a comunicarmi un’inquietudine tale che oggi pomeriggio non sono riuscita in alcun modo ad intrattenermi nelle mie solite passeggiate solitarie e ho deciso di esplorare la casa cercando una risposta.
Mentre avanzavo per i corridoi del primo piano sentivo Miss Amish passeggiare di sotto, nel salone. Ho provato ad aprire ogni porta, ma, tranne la mia camera e la biblioteca, ogni serratura era chiusa ed arruginita. Sono arrivata in fondo al corridioio e ho trovato la scaletta che conduce in soffitta. A quel punto mi sono fermata, una soffitta buia non era l’ideale per calmare i miei nervi scossi, ma non potevo ormai tirarmi indietro: volevo scoprire qualcosa.
Mi sono fatta coraggio e sono quindi salita in soffitta: la porticina che ho trovato era chiusa, ma solo con un catenaccio e sono riuscita facilmente ad entrare.
A quel punto ho visto qualcosa che sul momento non ho capito….