Il Racconto, Averlin 9




Quello che sto per scrivere ora ha dell’incredibile e ancora non riesco a capacitarmi che non si sia trattato di un sogno… Avevo quel foglio tra le mani, quella calligrafia delicata e ho iniziato a leggere, in piedi davanti al camino. Ben presto però mi sono dovuta accovacciare a terra: la testa mi girava, le tempie mi pulsavano e il cuore sembrava essersi bloccato in petto. Quella che avevo tra le mani era una pagina di diaro. Il diario di una giovane di nome Amy, così si firmava in fondo alla pagina, che narrava il suo arrivo in questa casa, venti anni fa stando alla data impressa sul foglio: ” sono appena arrivata, ma già questa casa mi mette i brividi, spero che le cose cambieranno quando i miei zii rientreranno. Miss Amish mi ha detto che sono da poco partiti per un viaggio in Francia, anche se devo dire che la casa mi sembra abbandonata da molto più tempo. Alle pareti ci sono i loro ritratti, sono tutti di una bellezza incredibile, non vedo l’ora di conoscerli. Qui è rimasto solo un parente, ancora più bello degli altri, il giovane sir William, ma la sua presenza mi incute timore, mi osserva da lontano e non si avvicina mai. Pare che in questa casa non arrivino mai visitatori…” a quel punto ho smesso di leggere il foglio mi è sfuggito di mano ed è stato lambito da una fiamma del camino. In un attimo si era accartocciato, producendo un suono strano, come un gemito. Non riuscivo a smettere di fissarlo mentre bruciava e intanto i miei pensieri correvano come impazziti. Che cosa avevo letto? Una giovane, della mia età, era stata qui vent’anni fa e aveva vissuto la mia stessa situazione: da quanto tempo gli zii e i miei cugini erano partiti? Non era possibile! Trascorsi ventanni Sir William avrebbe dovuto essere ormai un quarantenne e, invece, mi appare poco più che ventenne, mentre miss Amish non sembra comunque aver superato la trentina! E le stanze chiuse, la casa abbandonata, come si spiegava tutto questo? Mentre la paura cominciava ad incalzarmi ho sentito una voce risuonare nella stanza, una voce giovane, di ragazza:”Fuggi di quà al più presto” ho sentito gridare, un lamento che sembrava provenire dalla cappa del camino e per un attimo mi è apparsa l’immagine della giovane che avevo visto in soffitta, poi ho perso i sensi.

Al mio risveglio mi trovavo in un’altra stanza, ero adagiata in un baldacchino dalla pesanti cortine di velluto e di fronte a me stava William, aveva perso la sua aria dura e mi guardava preoccupato ed intenerito.

“Sono tornato nella salone per parlarti e ti ho vista in piedi davanti al camino, ho capito subito che avevi tra le mani una pagina del diario di Amy, finita lì chissà come, ma ho preferito lasciarti leggere, hai il diritto di sapere e così sarà più facile spiegarti”.


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