A quel punto Timothy mi ha accompagnato in camera per riposarmi un po’ dalle fatiche del viaggio. Ancora non capivo: ero veramente arrivata soltanto il giorno prima? Era stato solo un tremendo sogno? Non poteva essere vero, eppure tutto sembrava davvero sfumare nella mia mente.
Il mio baule era posato davanti al letto, ancora chiuso: nessun mio vestito ancora nell’armadio, stavo davvero cominciando a credere di aver avuto semplicemente un lungo incubo. Ma William allora? E la strega? Come potevo averli sognati? William! Il suo ricordo, quel bacio mi struggeva il cuore! Un bacio che forse non era mai esistito!
Disperata mi sono gettata sul letto, ero così confusa e avevo soltanto voglia di piangere, ma qualcosa ha scontrato il mio viso mentre abbracciavo il cuscino, ed eri tu caro diario!!! Tutto quello che ho vissuto è qui, scritto nelle tue pagine, giorno per giorno, la prova tangibile che quanto è accaduto non è stato frutto della mia fantasia, anche se le tue pagine sono ora stranamente ingiallite, come se avessero viaggiato attraverso gli anni e, forse, è proprio quel che è accaduto!
Infatti, subito dopo aver trovato conferma di quanto mi era capitato leggendo le tue pagine,ho deciso di raccontare tutto a Timothy: mi avrebbe forse preso per pazza, ma non importava: dovevo parlarne con qualcuno.
Timothy era in biblioteca, in piedi davanti alla finestra e la somiglianza con William era tale da gelarmi il sangue nelle vene. Gli ho posato una mano sulla spalla – Ti devo parlare –
Gli ho raccontato ogni cosa e pensavo mi avrebbe guardato con sospetto e diffidenza, invece sembrava soltanto meravigliato: – Non posso credere che sia tutto vero-
- Ti posso assicurare che….- ma Timothy mi ha fermato dolcemente, facendomi segno di tacere – Se le cose stanno così anche io ti devo dire una cosa importante, anzi, due in realtà. La prima riguarda il tuo racconto e mio nonno, cioè…William. –
Timothy mi ha fatto sedere sulla panca della biblioteca, mi ha preso la mano e, guardandomi dolcemente negli occhi, ha iniziato a parlare con voce molto seria
- Ero ancora un bambino quando il nonno mi raccontava della terribile strega di Eirlin e di come in gioventù l’aveva sconfitta con l’aiuto di una bellissima giovane proveniente dal ….. futuro, capitata come in sogno per salvare la nostra famiglia!- Io ero senza parole, stordita dallo stupore.
- Crescendo ho sempre pensato che mio nonno avesse inventato una favola avvincente e adesso, a meno che tu non stia mentendo, ma leggo nei tuoi occhi che non è così, capisco che era invece la verità e che tu sei la dolce Evelin che lui ha amato per tutta la vita! Devi sapere che non si è mai sposato e, quando anche l’ultimo discendente della nostra casata si è spento senza figli, lasciandolo di fatto unico erede di queste terre, ha adottato mio padre, un suo lontano parente rimasto orfano e di cui lui era diventato tutore –
Troppe rivelazioni tutte insieme, era troppo per me in una volta sola: il mio William mi amava, ma ci separavano gli anni e lui era perso per sempre nel passato, mi ha colto un senso di vertigine e mi sono appoggiata a Timothy che, dal canto suo, sembrava altrettanto scosso –Adesso Evelyn devi venire in casa, dobbiamo raccontare tutto a mio padre, ma, quasi dimenticavo, devi darti un’altra notizia importante per te! Ci ha scritto, poco dopo la notizia del tuo arrivo, il notaio di Averlin: pare che finalmente abbiano trovato il vero testamento di tuo padre: i tuoi cugini altri non erano che degli impostori: la casa e i terreni sono i tuoi e potrai tornarne in possesso appena vorrai!-
- Averlin… – ho mormorato tra me e me – mi sembra così lontano, una vita fa –
Timothy ha capito il mio turbamento e mi ha stretto dolcemente le mani:- Adesso non c’è fretta, non devi prendere nessuna decisione, devi soltanto riposarti e guarire dal tuo dolore. Sarai nostra ospite per tutto il tempo che vorrai e, quando deciderai di tornare ad Averlin, io ti accompagnerò…se mi vorrai al tuo fianco naturalmente – .
- Credo…credo di si-
E così, caro diario, fra qualche mese tornerò ad Averlin, in compagnia di Timothy che si mostra ogni giorno più affettuoso nei miei confronti e, a tratti, riesce ad allontanare da me la malinconia. Ogni giorno mi reco sulla tomba di William e cerco di immaginare come sarebbe stata la nostra vita insieme, ma, lentamente il ricordo del suo viso comincia a sfumare, come se davvero l’avessi conosciuto soltanto in un sogno. I suoi lineamenti si confondono con quelli di Timothy e, pian piano, anche il mio dolore sembra evaporare come nebbia al sole. Forse sono pronta per un nuovo inizio….
Il Racconto, Averlin ultima puntata
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Bellissima storia…davvero avvincente!!!
Brave!!!