Luca correva a perdifiato: conosceva l’indirizzo di Anna, non era troppo lontano da casa sua e doveva arrivare in tempo. Aveva fatto soltanto un’altra telefonata prima di correre in suo soccorso. Anche le anziane prozie correvano verso casa di Anna, facendo svolazzare gli ampi vestiti fuori moda, avvertite da quella telefonata preoccupata del ragazzo.
In breve tutti si ritrovarono di fronte all’ingresso, davanti ad una sbalordita Giovanna pallida come un cencio. Luca ebbe la prontezza di spirito di parlare per primo:
- Tu devi essere Giovanna, dov’è Anna? Dobbiamo entrare, credo che sia in pericolo… -
Giovanna balbettò appena
- Stavo per entrare quando ho sentito un urlo straziante, ora però la porta è bloccata, come se fosse chiusa dall’interno e si sente un rumore come di vento – In effetti dall’intero si sentivano forti raffiche, come se un tornado stesse devastando l’interno dell’appartamento.
Le due anziane donne si guardarono tra loro e all’unisono pronunciarono una strana formula… per un attimo la maniglia sembrò abbassarsi, ma ritornò subito al suo posto con un rumore secco e deciso – E’ un incantesimo troppo forte anche per noi – si dissero allarmate, mentre la preoccupazione per le sorti di Anna cresceva di minuto in minuto.
Ma Luca, armato di una strana forcina, stava armeggiando con la serratura che, dopo un attimo, si lasciò aprire con facilità
- Non per vantarmi ma… – il ragazzo non fece però in tempo a completare la frase perchè, dalla porta spalancata, un vortice d’aria gelida li trascinò tutti all’interno, di fronte ad uno spettacolo terribile.
Al centro di quello che una volta doveva essere stato il salotto si trovava Anna, o meglio, una statua dalle sue sembianze e dall’espressione terrorizzata, mentre, dietro di lei, svettava la strega. Aveva assunto dimensioni gigantesche e guardava sogghignando i nuovi arrivati
- Bene bene eccovi tutti qua. finalmente potrò completare quello che avevo iniziato tanti anni fa e questa volta non ci sarà nessuno a fermarmi, visto che i due predestinati sono già stati separati. La vedi la tua cara e sciocca Anna? mi ha invocato sfogliando le pagine di un vecchio libro, senza aspettarti e ha avuto quello che si meritava! Adesso, stupido ragazzo, tocca a te -
Le donnine si guardarono disperata tra loro, mentre Giovanna si accasciava a terra svenuta. Soltanto Luca, sorrideva fra sè e sè, come se non avesse udito quelle parole. Si parò davanti alla strega, sfidando il vento che soffiava sempre più impetuoso e, proprio mentre questa stava per lanciare su di lui la sua maledizione, tirò fuori un vecchio e logoro quadernetto.
- Lo vedi questo strega? è stato il bottino del mio primo furto. Neanche io mi spiegavo cosa mi avesse spinto a rubarlo dalla bottega di un antiquario. Erano appunti senza valore, almeno fino ad oggi, oggi so che a spingermi a rubarlo è stato il destino. Perchè era scritto che io ti dovessi fermare recitando questa formula….- le successive parole del ragazzo si persero nel vento che soffiava furioso.
…..
Il risveglio di Anna fu strano: era tra le braccia di Luca, con Giovanna che le accarezzava la testa e le due vecchie prozie che le facevano inalare strani sali aromatici. Ricordava confusamente uno strano incubo e, contemporaneamente, si sentiva sollevata. Sentiva che quel marchio che l’aveva caratterizzata per tutta l’adolescenza era sparito, capì istantaneamente di aver perso i suoi poteri di preveggenza.
- E’ tutto finito? – chiese rialzandosi a fatica. E fu così che i suoi amici le raccontarono l’ultima battaglia e la sconfitta definitiva della strega che aveva minacciato le loro famiglie per secoli. Giovanna doveva conoscere già l’antefatto perchè non sembrava così stupita.
- Insomma – concluse Anna – allora è davvero finita qui? mi sono persa la battaglia finale? -
- Bè non è proprio finito tutto – scherzò Luca strizzando l’occhio alle due vecchine – la profezia diceva anche che i due prescelti si sarebbero uniti per sempre… quindi, se ti va, potremmo passare un po’ del nostro futuro insieme, che ne dici?-