Fu a quel punto, mentre era immerso nelle proprie preoccupazioni e nelle ansie per un futuro che certo non prevedeva rose e fiori, che iniziò a sentirsi osservato. Il ritratto della giovane fanciulla venne prontamente riposto in tasca, lo sguardo di Dantes frugava la stiva, era certo che qualcuno lo stesse spiando.
-Dove sei, vieni fuori: perchè non ti fai vedere?- la sua voce risuonò forte e imperiosa. Chissà per quale motivo si era già calato nella parte del pirata senza scrupoli e, immerso in quel silenzio oscuro, si sentiva invincibile, per nulla spaventato, curioso di cominciare quella vita che aveva affascinato i suoi sogni fin da bambino.
Un colpo di tosse, a stento trattenuto, rivelò che per davvero non era solo laggiù: senza indugi seguì il lieve rumore e, dietro una grande botte, scorse una piccola figura accovacciata a terra.
-Vieni fuori da lì, fatti vedere!-
Dapprima spuntarono due occhietti furbi, azzurri come il cielo, poi nella penombra Dantes vide comparire una personcina in carne ed ossa che, pian piano, procedendo senza tanta convinzione, si spostava alla luce, per mettersi di fronte a lui.
-Ma…sei una bambina!- non credeva ai propri occhi: cosa ci faceva una bambina su una nave di pirati?
-Non sono una bambina: ho ben 13 anni!-
Era la creatura più bella che Dantes avesse mai visto, l’espressione, la carnagione, il piglio aggressivo con cui gli si era rivolta però la rendevano ai suoi occhi speciale. Il volto del ragazzo si aprì in un largo sorriso e, per la prima volta da quando era stato fatto prigioniero, sentì un moto di simpatia verso un altro essere umano.
-Come ti chiami?- la sua voce era nuovamente dolce, il suo tono simile a quello che usava a casa per parlare con le sorelle.
-Isabela, e tu sei Dantes. Ho sentito il vecchio “Jhon mangia Serpenti” che parlava di te sulla vela maestra stamattina- Isabela sembrava loquace, con le mani intrecciate dietro la schiena, girava attorno al ragazzo studiandolo,- m’è venuta la curiosità di scoprire che faccia avevi! Cosa hai nascosto poco fa nella tasca?-
Dantes appoggiò la mano istintivamente al fianco, ad accertarsi che il ritratto fosse sempre al suo posto. -Niente- mentì.
-Non è vero, ho visto che nascondevi qualcosa. E’ l’immagine della tua fidanzata?- con una veloce mossa Isabela riuscì a beffare il ragazzo, e un istante dopo, guardava tutta seria il volto sorridente e nobile della ragazza dipinta.-
-Ridammelo, avanti!- Dantes fece un balzo in avanti, ma quella, più veloce, era già al sicuro su di una pila di casse.
La sua faccetta divenne scura, gli occhioni azzurri avevano perso la sfumatura di ironia di poco prima: – La figlia legittima del duca Wolf, Wilhelmina, . Sembra uno scherzo del destino. -con un balzò saltò a terra a riconsegnare a Dantes il ritratto. – Tu non conosci il motivo dell’odio tra McAndrews e il duca, vero?-
Passi pesanti che si avvicinavano infransero il silenzio e, ancora prima che Dantes potesse risponderle, si ritrovò solo.
Il Racconto: Per mare, 4
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