I soldati della Sanguinaria stavano preparandosi all’arrembaggio – Possiamo fuggire, l’Esperanta è in condizioni migliori, è più veloce adesso – disse il timoniere a Mc Andrew, ma il vecchio pirata, improvvisamente rasserenato, rideva sotto i baffi -Non ancora, facciamo prima vedere a Dantes cos’è una vera battaglia!-
I soldati erano ormai sulla Esperanta e cominciarono i combattimenti corpo a corpo. Dantes perse di vista Isabela e ingaggiò una lotta senza esclusione di colpi con un soldata gigantesco, dall’aspetto terribile. La scimitarra però parava ogni colpo e lo restituiva con forza raddoppiata – Vai ragazzo -sentì gridare alle sue spalle, era Mc Andrew, ferito a una spalla e circondato da due avversari. Dantes, dopo aver liquidato il gigantesco soldato, corse in suo aiuto e ora combattevano fianco a fianco.
I pirati erano più forti, ma dalla Sanguinaria continuavano ad uscire nuovi soldati,come se non avessero fine – Non possiamo farcela! -gridò Dantes. Fu a quel punto, quando il combattimento infuriava e nuovi uomini stavano per assalire l’Esperanta che Mc Andrew urlò al timoniere un ordine incomprensibile – Appena un po’ più a babordo Tom! - e la nave virò di colpo. Nello stesso istante si udì un boato fragoroso, onde altissime si levarono improvvisamente e il mare cominciò a … contorcersi…
-I vortici di Nettuno, – eclamò Tom- noi ne siamo appena fuori-
-Noi si, loro … no!- urlò entusiasta Dantes, vedendo la Sanguinaria avvolta dalle onde e sconquassata, mentre i soldati ancora a bordo tentavano di trovar scampo in mare o nelle scialuppe di salvataggio.
I pirati lanciarono un grido di vittoria e si accanirono con maggior slancio contro i soldati rimasti a bordo della Esperanta, questi erano talmente disorientati che non fu difficile per gli uomini di Mc Andrew avere la meglio.
Dantes era soddisfatto e strabiliato, non aveva mai visto nulla come quel vortice. Poi la sua mente corse a Isabela, dov’era andata a finire? Ma non fece in tempo a pensarlo che un grido lo fece voltare – Aiuto Dantes!- Isabela era aggrappata a una fune e penzolava pericolosamente a prua: le prime onde del vortice dovevano averla sbalzata fuori.
Dantes corse in suo aiuto e, tirando la fune con tutte le sue forze riuscì a riportarla a bordo. Proprio in quel momento mentre il vortice si stava ritirando, un’ultima onda, più potente delle altre, raggiunse la prua della Esperanta e li gettò entrambi in mare. Dantes cercò di raggiungere a nuoto Isabela, ma questa era scomparsa dalla sua vista, nessuno sembrava essersi accorto di loro.Troppo tardi il ragazzo si accorse che la corrente lo portava verso il centro del vortice, verso la Sanguinaria, poi sentì un forte dolore alla testa e perse i sensi.
Quando si svegliò, ancora dolorante, era legato mani e piedi a bordo di una scialuppa di salvataggio. Davanti a lui due dei soldati di Wolf lo osservavano sogghignando.