25 febbraio 2010
Tags: Algeria, colonia, povertà
Nell’Algeria degli anni ‘30 il caldo è opprimente, la fame non è mai paga, il lavoro è sfruttamento e miseria.
Omar ha solo dieci anni ed un destino segnato del quale però non si lamenta. Nessuno lo fa. A che servirebbe infatti? La loro vita è così da secoli.
L’Algeria è ancora colonia francese e gli abitanti di dar-Sbitar, la casa grande, che in arabo significa ospedale, ed è a tutti gli effetti un ricovero per i più poveri, non l’hanno mai vista libera. Qualcuno, attorno a Omar, spera in Hitler, quest’uomo lontano che si annuncia come il salvatore degli arabi; ma le notizie sono confuse, l’Europa è in subbuglio, e mentre le sirene delle esercitazioni squarciano il silenzio del deserto algerino, Omar riflette.
Lui, che vive assieme alle sorelle maggiori, alla madre e alla nonna inferma, che accetta giorno per giorno tutto ciò che la vita gli dona, che ha già imparato a soffrire ed ha solo una gran fame, si chiede il perchè della sua condizione. (continua…)
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22 febbraio 2010
Tags: racconto a puntate
Caro diario, sono trascorsi ormai cinque giorni dall’ultima volta in cui ho scritto qualcosa in queste pagine. Ma non mi è accaduto nulla di davvero degno di nota fino ad oggi. Passato lo sgomento iniziale per l’essermi ritrovata in questa immensa abitazione semi deserta, lontana dalla mia cara Averlin, ho presto appreso i ritmi di questa strana casa.
La mattina Miss Amish mi chiama per la colazione, che consumo da sola nell’immenso salone al piano terra, poi mi conduce in biblioteca, dove mi trattengo a studiare e ricamare fino all’ora di pranzo. Il primo giorno qui ho chiesto se avrei avuto un istitutore per continuare gli studi interrotti ad Averlin: “Appena torneranno i vostri zii” mi ha risposto Miss Amish, ma nessuno sembra avere idea di quando faranno ritorno. Il pomeriggio lo trascorro camminando nel parco della tenuta, cercando di evitare il bellissimo Sir William, che mi incute terrore allo stato puro, ma, fortunatamente, sembra non essere mai in casa.
E’ questa la cosa più strana della mia nuova abitazione: è deserta. A parte me e Miss Amish pare disabitata. So per certo che ci sono una cuoca ed un cocchiere, ma non li ho mai visti, e nessuno viene mai in visita. Nessun messaggero, nè ospite, nè i contadini a portare frutta e verdura: è tutto così diverso da Averlin e dal suo allegro via vai.
L’aspetto più strano di tutta la vicenda comunque riguarda i miei zii ed i miei cugini: Miss Amish sostiene siano partiti da poco per un viaggio di piacere, ma proprio ieri mi ha indicato le porte delle loro stanze, poco lontane dalla mia: ebbene sono le stesse stanze che tanto mi avevano stupita per le serrature arruginite, come se nessuno le aprisse da anni! (continua…)
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21 febbraio 2010
Tags: Avalon, Marion Zimmer Bradley, saga
Potremmo collocare “Le querce di Albion” a metà tra il romanzo fantasy e quello storico.
Paganesimo, atmosfere magico- religiose, ambienti esotici e personaggi ammantati del fascino druido, si mescolano in questa storia d’amore che ha un epilogo del tutto simile a molte tragedie romantiche.
Scritto nel 1993 dalla compianta Marion Zimmer Bradley costituisce il primo capitolo della saga di Avalon.
Gaio è un soldato romano, Elian una sacerdotessa britanna. Il loro è un amore ostacolato, difficile, messo a dura prova tanto dalla famiglia della ragazza, che dalle abitudini romane. I due si conoscono quando Gaio, durante una battuta di caccia, cade dentro una buca e, trovato dalla giovane, viene ospitato e curato dalla famiglia di Eilan. Da quel momento in poi la loro breve esistenza sarà tesa nella ricerca di fugaci momenti d’amore. Questo rincorrersi sarà altresì motivo dello sterminio di molti druidi, di matrimoni freddi e di convenienza, e altre tristi peripezie che vi svelerà il romanzo stesso. (continua…)
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17 febbraio 2010
Tags: noir, Pablo Tusset, spagna
Sono pochi i desideri del commissario Pujol arrivato a questo punto della sua vita: andare in pensione, comprarsi una bella macchina, aver tempo per ascoltare buona musica, dedicare qualche attenzione alla sua dolce metà, Mercedes, e aiutare Tomàs, a cui lo lega un affetto smisurato.
Quest’ultimo personaggio ci colpisce per l’inquietudine che riesce a trasmettere. T., come viene chiamato dall’autore, è un poliziotto quarantenne, un tipo problematico, affetto da una malattia psichica, ha frequenti sbalzi d’umore che lo portano ad azioni violente di cui il giorno dopo non ricorda nulla.
Anche a New York, dove si era rifugiato nel tentativo di guarire, Tòmas non riesce a controllarsi e la sua unica scelta e riparare in Spagna, dove almeno ha l’affetto del commissario. (continua…)
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