“Amabili resti” di Alice Sebold




La storia del brutale assassinio di una ragazzina, evento che sconvolge e distrugge una famiglia, getta scompiglio e semina  dubbi  in una tranquilla cittadina della provincia americana dei primi anni ’70. Mancano pochi giorni al Natale e la scomparsa della piccola Susie proietta ombre angoscianti sulla piccola comunità.
Tutto questo è “Amabili resti” best seller di Alice Sebold. Se ci fermassimo qui la trama non si discosterebbe molto da quella di decine di libri e pellicole: il mostro che si cela dietro l’angolo, il marcio sotto la superficie patinata…. Ma c’è molto di più e di diverso. Innanzi tutto la storia ci viene narrata da Susie stessa: “Mi chiamavo Salmon, come il pesce. Nome di battesimo Susie. Avevo quattordici anni quando fui uccisa, il 6 dicembre del 1973”. Il libro inizia così e, immediatamente, questa scelta narrativa ci lega a doppia mandata alla storia: siamo dentro la trama, la seguiamo con gli sfortunati occhi della protagonista e, per questo, non possiamo smettere di leggere. Il libro sfata il mito che il racconto in prima persona ci garantisca per lo meno la sopravvivenza del narratore, così non è, lo sappiamo da subito, così come subito conosciamo attraverso le parole di Susie l’identità dell’assassino, l’insospettabile vicino di casa. Attraverso i suoi occhi vediamo poi  la reazione della famiglia alla scomparsa, lei li osserva dal suo Cielo e ci racconta cosa fanno: i genitori che in un primo tempo rifiutano l’idea della morte, la sorella più piccola che si chiude in sè perché sente il peso di essere ‘la sopravvissuta’ e il piccolo di casa tenuto all’oscuro di tutto.  Susie, però, dal suo Cielo, non segue soltanto le vicende della sua famiglia, ma ripercorre la vita del suo assassino,  arriva a conoscerne il carattere e a mostrarci le sue ossessioni e manie.  Così come ci mostra la ricerca disperata della verità da parte di suo padre, il povero  signor Salmon  che arriva ad intuire, ma non può dimostrare.
Come una tessera del domino lasciata cadere provoca una scia precisa, così l’assassinio di Susie Salmon mette in gioco e cambia per sempre i destini dei suo familiari, del suo primo ragazzo Ray, della solitaria compagna di corso Ruth che sarà l’unica a capire cosa manchi al suo spirito per trovare la pace.  Una catena di eventi, quindi, che si sviluppa negli anni, generata e influenzata da quel terribile punto di partenza che cambia per sempre le vite di tutti i personaggi di questo racconto. Personaggi tratteggiati a tutto tondo: la madre e il padre di Susie, la sorellina, ma anche i comprimari come Ray o sua madre hanno uno spessore tale e una consistenza così reale da tenere avvinto il lettore alle loro vicende, attraverso lo scorrere degli anni. Tanto che alla fine, proprio come Susie, faticheremo a dir loro addio…


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Filed under Recensioni, giallo, romanzo drammatico

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