“Cacao” è uno dei primi romanzi del grande scrittore brasiliano Jorge Amado. Scritto nel 1933, Amado è lontano dal colore dei successivi successi. “Cacao” parla di una presa di coscienza.
E’ il Brasile degli anni ’30, un paese alle prese con il latifondismo, la servitù della gleba, disoccupazione e povertà.
Il protagonista della storia è chiamato il sergipano perchè proveniente da questa regione del nord. Figlio di una ricca famiglia decaduta di San Cristobao , ha 15 anni e rappresenta l’archetipo perfetto del cittadino che dal Nord tenta di trovare fortuna e lavoro nel sud del paese. Unico tra i lavoranti a saper leggere e scrivere, si ritrova ad essere sfruttato nella piantagione di cacao “Fazenda Fraternidade” del coronel Manè Frajelo a Pirangi, una piccola cittadina.
Amado tratteggia il mondo dei braccianti che, tra le piante di cacao, sono davvero affittati dal padrone. Questi lavoratori vengono degradati a macchine da lavoro, si abituano a vivere giorno dopo giorno senza speranza, nella disperazione di un’ esistenza arida, con il sole a picco sulla testa.
Al sergipano però viene data una via d’uscita.
La figlia del padrone, la bionda Maria, si innamora di lui e sembra volerlo salvare dalla miseria. Il sergipano potrebbe tradire i propri compagni, dimenticare tutto e entrare dalla porta principale nella casa padronale, però rifiuta.
Il sergipano medita sulla vita che conducono nella fazenda, su una condizione di sottosviluppo, e capisce la coscienza di classe socialista.
“Cacao” è un romanzo che in ogni angolo della terra è stato letto sotto l’insegna “proletari di tutto il mondo riconoscetevi” ed ecco spiegato parte del suo successo.
Ma c’è anche dell’altro. Jorge Amado ha la capacità di saper tratteggiare i suoi personaggi in modo fine, visibile. Le persone che si incontrano nelle sue storie sono colorate, tipiche figure brasiliane.
CACAO
di: Jorge Amado
Casa Editrice: Einaudi
prezzo: 6,75 euro