“Arrivo,ammazzo e me ne vado. Ecco cosa ho fatto negli ultimi quindici anni di vita”. Così il protagonista descrive il suo mestiere.
Quelli che Luis Sepulveda ci fa conoscere sono i sette giorni di un killer professionista. Nel titolo stesso del breve romanzo già ci vengono svelati quali sono i temi affrontati dallo scrittore cileno, che per la prima volta nella sua vasta produzione, ci offre uno spaccato di noir.
Dicevamo del titolo: “diario di un killer sentimentale”: amore, morte, denaro e l’atto stesso del narrare.
Nell’ultimo incarico di lavoro qualcosa si rompe nel grandioso ingranaggio della morte. Quel meccanismo tanto freddo e rigido subisce una brusca frenata d’arresto: la sua “gran figa francese” lo lascia dopo tre anni di convivenza.
Ma il sicario è un vero duro: niente drammi per la fine della storia, va a puttane e si sbronza, nel tentativo assurdo di non ascoltare il suo dolore.
Decide dunque di portare a termine un incarico che lo coinvolge più del dovuto,” perchè un professionista è sempre un professionista”.
Ma inizia a chiedersi perchè dover uccidere quel moderno filantropo, quello che sembra solo un benefattore di un’organizzazione non governativa.
Nel suo rincorrerlo da un albergo all’altro nelle più belle città del mondo, contro ogni deontologia professionale, si interessa sempre di più alla sua vittima, finendo così per commettere molti errori.
Sarà a Città del Messico che si consumerà un finale evidentemente non scontato, ma anzi ricco di colpi di scena.
Questo libro di Sepulveda è un’opera originale e ben pensata. Lo scrittore abbandona la natura, il suo amore per gli spazi aperti e per la Patagonia e si getta in una nuova sfida: un classico giallo metropolitano dallo stile veloce, secco, essenziale e dinamico.
Diario di un killer sentimentale
Luis Sepulveda
1996
Casa Editrice: Guanda (collezione letteratura contemporanea)
Prezzo: 9,99