Ho sposato un comunista di Philip Roth




“Ho sposato un comunista” di Philip Roth è un romanzo del 1998 che fa parte di una trilogia che comprende anche “Pastorale americana” e “La macchia umana”.

Ho sposato un comunistaIl protagonista assoluto è Iron Rinn, famoso radiocronista americano, di idee socialiste, legato ai sindacati, sposato con un attrice del cinema muto, Eve Frame, insofferente a quasi tutto ciò che lo circonda.

La sua storia è sapientemente rievocata dai ricordi del fratello, Murray, un ex insegnante, e da quello che un tempo era sia un suo allievo che un caro amico di Iron, vale a dire Zuckerman. Nelle assolate sere estive i due ripercorrono la vita del amico e fratello, partendo dalla perfetta interpretazione di Abramo Lincoln, un ricordo infantile di Murray, e descrivendo poi le sue sofferenze e le sue battaglie durante il corso della vita.

Di estrazione proletaria, Iron fa lo scaricatore di porto. Durante la guerra conosce un giovane comunista, O’Day, che lo inizia ai segreti della politica e del sindacalismo.

Ma una svolta improvvisa lo porta a calcare gli studi radio americani e, da quel giorno, il tenore della sua vita subisce un brusco cambiamento. E’ attraverso quel bel mondo che ancora non conosce che incontra Eve Frame, attrice bellissima che però, dopo l’introduzione del sonoro, inizia una parabola discendente. Con lei abita in una casa lussuosa, assieme alla figlia dell’attrice, una giovane apatica, viziata, ossessionata dalla madre. Iron non è avvezzo a quella vita senza valori, alle feste tra la “gente che conta”, tanto che ogni tanto sente il bisogno di scappare e rifugiarsi in una vecchia baracca nel bosco, l’ideale per disintossicarsi dalla fatuità della vita da divo. Il suo matrimonio è un inferno, tradisce Eve con un’amica della figlia, litigano continuamente, i valori coltivati in passato tornano prepotentemente a galla. La storia tra Iron e Eve fallisce e lei trova il modo di rovinargli la carriera.

La tragedia americana, ce n’è sempre una: il senatore Mcarthy e la sua visionaria paura del complotto comunista. Ha amici potenti Eve, conosce giornalisti, è una diva dopotutto. La sua biografia,’ Ho sposato un comunista’ esce qualche mese dopo il fallimento del suo matrimonio con Iron. Le pagine del libro scritto dall’attrice traboccano di cattiverie sull’uomo, descrivendolo come pericoloso, violento, legato ai massimi esponenti del comunismo americano. La carriera di Iron è finita, nessuna radio lo vuole più, i suoi programmi vengono bocciati, i suoi collaboratori licenziati.

Tutto finisce dove era cominciato; un altro lavoro umile per Iron Rinn, torna tra gli operai e le lotte sindacali. Sogna una vendetta però che si compirà quando gli amici progressisti inizieranno a distruggere la reputazione dell’ex moglie. Povera Eve finirà sola e alcolizzata fino alla morte.

Questo di Roth è un romanzo appassionante, curato nella precisa e minuziosa descrizione del sistema politico e sociale della borghesia americana. L’autore, pur dimostrando una basilare sfiducia nei confronti di ogni ideologia, riesce a tracciare il ritratto di un’epoca buia, la cui unica possibilità di salvezza risiede nella letteratura. La sola arma contro ogni dogma.

HO SPOSATO UN COMUNISTA

casa editrice: Einaudi

Di: Philip Roth

Prezzo: 8,62 euro




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Filed under Recensioni, romanzo drammatico

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