Tra epica e fiaba sta sospeso “il Signore degli Anelli”, trilogia scritta tra il 1937 ed il 1949, da Sir John Ronald Reuel Tolkien, filologo, insegnante, glottologo e linguista. E’ forse per queste che, oltre ad aver dato enorme popolarità al genere Fantasy, l’opera di Tolkien ha conquistato negli anni un pubblico vastissimo di fedelissimi e appassionati.
“La compagnia dell’anello”, “Le due Torri ” ed “Il ritorno del re” hanno affascinato infatti intere generazioni, perse nelle avventure di Frodo, Gandalf e Aragorn. La trama, in sè piuttosto lineare, non basta forse a spiegare le ragioni di un tale successo, che è da ricercarsi invece, nella grande ‘magia’ compiuta da Tolkien: l’aver inventato un mondo. Un mondo misterioso e governato da leggi arcaiche, con popolazioni che lo abitano, Elfi, Hobbit, Uomini, Stregoni, con le sue lingue e la sua geografia, Rohan, La Contea, Gondor, Isengard e Morodor!
E’ in questa realtà che impariamo a conoscere piano piano, man mano che procede la storia, che si intrecciano le avventure dei protagonisti, a partire dal buon Frodo, Hobbit o Mezzoumo che dir si voglia, abitante della Contea. Un anello cambierà la sua vita, quella dei suoi amici e le sorti di ogni essere vivente. Un anello forgiato da un malefico potere che si sta risvegliando e che minaccia ogni forma di vita e di libertà nella Terra di Mezzo. Un anello che occorre distruggere per sempre. Questo il compito di Frodo, per niente eroe, piuttosto un allegro hobbit spensierato. Ad accompagnarlo nelle prime tappe della terribile avventura, che lo condurrà in luoghi ora terribili ora incantevoli, i suoi inseparabili amici Sam, Merry e Pipino, lo stregone Gandalf, Aragorn il misterioso, Boromir di Gondor, l’elfo Legolas ed il nano Gimli. E’ questa la Compagnia dell’anello, della quale seguiamo le avventure nel primo libro:”La compagnia dell’anello” appunto, ancora sospeso in una dimensione favolistica.
Ma nel corso della terribile impresa eventi inaspettati divideranno la compagnia, che prenderà strade diverse, con Frodo sempre più solo e la battaglia finale sempre più vicina. Il secondo ed il terzo capitolo della saga sono infatti decisamente più cupi, come se la luce che fugge dalla Terra di Mezzo incalzata dal Male fuggisse anche dalle pagine del libro.
“Le due Torri” e “Il ritorno del re”, innalzano infatti il registro narrativo, richiamando alla memoria l’epica classica, dall’Iliade all’Odissea. Man mano la tensione si fa palpabile ma, quando l’oscurità sembra ormai aver preso il sopravvento e tutto appare ormai perduto, sopraggiunge inaspettato un ‘luminoso’ finale.