Il commissario Luigi Calabresi viene ucciso il 17 maggio 1972 nei pressi di casa sua: i giudici incolparono del omicidio Adriano Sofri, Ovidio Bompressi, Giorgio Pietrostefani. Questi ultimi all’epoca erano membri del partito extra-parlamentare Lotta Continua.
E’ una storia lunga e complicata, colma di inesattezze, misteri ancora da risolvere, false testimonianze e intrighi alquanto bizzarri.
Difficile riuscire a riassumere in poche parole come siano andati veramente i fatti e probabilmente il libro di cui tra poco parlerò li renderà ancora più nebulosi: ma d’altra parte da qualcosa bisogna pur iniziare per farsi un’idea della storia italiana.
“Memoria” non è stato concepito come un libro per il pubblico.
Adriano Sofri infatti lo scrive alla vigilia della sua condanna. E’ un testo che l’imputato consegna alla Corte d’Assise del tribunale di Milano nel 1990. Poi ci fu la sentenza e la condanna a 22 anni di carcere; per lui, per Pietrostefani e per Bompressi.
Si tratta della visione dei fatti di Adriano Sofri, il fondatore di Lotta Continua e del suo omonimo giornale. L’autore racconta, non in maniera cronologica ma in base alle precedenti testimonianze del processo come molte delle ipotesi date per vere fossero in realtà manipolate o provabili come fasulle. Il processo ne esce affogato nella menzogna. Anche se spesso non è facile collegare nomi, fatti e circostanze, data la natura a scopo giudiziario di questo testo, Sofri ci regala un’idea abbastanza chiara dei capi d’accusa, dei testimoni, tra cui spiccano le disarmanti fandonie di Marino, il pentito -chiave del processo, e più in generale ci offre una visione d’insieme degli Anni di Piombo in Italia.
Memoria
di: Adriano Sofri
Casa Editrice: Sellerio editore Palermo
Prezzo: 4,96 euro