Potere alla Fantasia

Recensioni, giallo

1 febbraio 2010

Millennium, recensione a puntate: “La regina dei castelli di carta”

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"La regina dei castelli di carta"Terzo ed ultimo capitolo della Trilogia Millennium: “La Regina dei Castelli di carta”, scioglie gli ultimi enigmi lasciati in sospeso nella vicenda di Lisbeth Salander, ma altri misteri si profilano all’orizzonte e riguardano l’autore della serie best seller: Stieg Larsson. Sulla stampa svedese infuria il dibattito dopo gli articoli apparsi negli ultimi giorni secondo cui non sarebbe Larsson il vero autore di “Uomini che odiano le donne”, “La ragazza che giocava con il fuoco” e “La regina dei castelli di carta”.
Troppo ‘mediocre’ il suo stile narrativo, secondo alcuni colleghi, per spiegare un successo del genere. Quale allora la risposta? Secondo i sostenitori di questa teoria a scrivere i romanzi sarebbe stata la compagna del giornalista Eva Gabrielsson, mentre Larsson si sarebbe occupato delle ricerche del materiale. Ma allora perché non firmare i testi a due mani? Il mistero resta fitto e si va ad intrecciare con le polemiche legate all’eredità dell’autore, ma non intacca minimamente il piacere della lettura dell’ultimo capitolo della trilogia.
Lisbeth, salva per miracolo, lotta in un letto di ospedale, Mikael Blomkvist  ha deciso di raccontare la vera storia della cospirazione che ha condannato la ragazza  da quando aveva solo dodici anni. Interessi potenti e servizi segreti  si opporranno, in una battaglia per la verità e per la libertà di stampa senza esclusione di colpi. Sullo sfondo le vicende, a dire la verità non perfettamente integrate nell’intreccio narrativo, di Erika Berger, ex direttore di MIllennium passata al colosso editoriale ‘SMP’, alle prese con un misterioso molestatore.
Meno mistero, rispetto ai primi due capitoli della saga, e più risposte in questo episodio conclusivo, ma la suspence non manca, mentre sulla scena compaiono nuovi personaggi: uno su tutti l’agente Monica Figuerola, una delle figure strategiche di questo ultimo romanzo.
Più risposte, si diceva, e una conclusione che lascia pochi punti in sospeso, anche se… a dire il vero il complesso rapporto tra Lisbeth e Blomkvist è tutt’altro che chiarito, in un finale che dedica a questo aspetto davvero troppe poche righe. Poi qualche lato oscuro resta: è il caso della sorella gemella di Lisbeth, più volte menzionata, ma senza mai comparire davvero sulla scena. E un gemello, si sa, è uno spunto narrativo troppo ghiotto per non essere sfruttato appieno. Ma forse tutto ciò dipende dall’idea  di Larsson di continuare la serie con nuovi capitoli, capitoli di cui la morte improvvisa dello scrittore ci ha privato per sempre…o forse no? Chissà che la comparsa di una  probabile coautrice, la Gabrielsson, non apra la porta a nuovi scenari.


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