Millennium-recensione a puntate: “Uomini che odiano le donne”
Mentre esce nelle sale cinematografiche il secondo episodio della Saga Millenium, “La ragazza che giocava con il fuoco”, leggere dall’inizio i romanzi di Stieg Larsson da cui i film sono tratti può essere una buona idea per quanti non l’avessero ancora fatto.
Inutile dire che il film e il libro restano comunque due realtà completamente diverse e che la ricchezza di dettagli, sfumature e approfondimento psicologico contenuta nei romanzi di Larsson non si trova, se non a tratti, nelle pellicole.
Partiamo con ordine, in questa che vuole essere una recensione a puntate dell’intera saga, dal primo della serie ovvero: “Uomini che odiano le donne”, vero e proprio caso editoriale che è valso all’autore, giornalista svedese scomparso improvvisamente nel 2004, il Glass Key, il premio dell’accademia svedese del poliziesco e il premio dei librai svedesi.
Si tratta indubbiamente di un poliziesco, parte infatti con un mistero: Henrik Vagner, magnate dell’industria, vuole scoprire chi abbia ucciso, ormai trent’anni prima sua nipote Harriet, il cui corpo non è mai stato ritrovato. Il dilemma sulla sorte di Harriet ha accompagnato Henrik per tutta la vita, segnata da una lunga indagine personale soprattutto nei confronti dei membri della sua famiglia, sui quali si concentrano i suoi sospetti. Per tentare un’ultima volta di dare una risposta a quest’interrogativo ingaggia un affascinante e brillante reporter: Mikael Blomkvist, reduce da quella che appare come una pesante sconfitta professionale. Gli elementi del giallo ideale ci sono tutti: un enigma, un luogo circoscritto in cui il delitto può essere stato compiuto (in questo caso un’ isola), una lista ben definita di sospettati e un detective non convenzionale. Non manca neanche la ‘spalla’ del detective, ovvero l’abilissima hacker dal passato difficile e misterioso Lisbet Salander: geniale, riservata e non convenzionale. E’ proprio grazie al personaggio di Lisbeth però, con la sua vicenda che scorre parallela fino ad intrecciarsi con quella di Mikael, che il racconto trova anche un’altra dimensione, sociologica se vogliamo e di denuncia.
Lisbeth Salander è una ragazza che “Odia gli uomini che odiano le donne”: purtroppo ne ha già incontrati parecchi e la violenza contro le donne emergerà in modo prepotente e quasi scioccante anche all’interno della ‘vicenda principale’. Una violenza contro le donne che non sembra essere un’eccezione neanche in un paese democratico e all’avanguardia come la Svezia e così, mentre tratteggia figure femminili forti e determinate come Lisbeth ma anche Erika Berger, collega di Mikael, Larsson ci ricorda, proprio all’inizio del romanzo, che: “In Svezia il 18% delle donne con più di quindici anni è stato minacciato da un uomo almeno una volta nella vita”.
Non è un libro semplice quindi, anzi “Uomini che odiano le donne” contiene tantissimi ‘livelli di lettura’ e approfondimento, compresa un’analisi attenta e affascinante della società svedese con le sue luci ed ombre.
Dimenticavo… come nei migliori gialli, il mistero troverà una soluzione, ma l’intreccio segna già il preludio del successivo “La ragazza che giocava con il fuoco”,