Recensione: Dona Flor e i suoi due mariti, il film




Dona flor-film“Dona Flor e i suoi due mariti”, tratto dall’omonimo romanzo di Jorge Amado, è una commedia del 1976 di Bruno Barretto, con un’affascinante Sonia Braga, finalmente libera dalle telenovelas, nelle vesti dell’eroina del romanzo.
Il film ripropone un ritratto pittoresco e irruente di un Brasile colorato e caldo, sopratutto nelle scene del più famoso carnevale del mondo.
La storia di Dona Flor, una ragazza tranquilla di buona famiglia, maestra nell’arte culinaria a Bahia che in vita è divisa tra l’amore calmo e pacato del farmacista dr Teodoro e quello scalmanato e passionale del suo primo marito, l’irresistibile Vadhinho. Con la morte di quest’ultimo Dona Flor troverà la sua dimensione più vera in un fantastico matrimonio a tre: casalingo e godereccio con il dottore, sfrenato e lussurioso col fantasma di Vadhinho.
Il regista ci insegna che la felicità non soccombe sotto il peso delle regole.
Questa pellicola viene presentata al festival di Taormina nel 1977 e in Brasile, tutt’oggi è campione assoluto di incassi.
Come ci si aspetta da una trasposizione letteraria di più di quattrocento pagine il film ripropone una versione riduttiva del romanzo, ma il quadro dell’universo brasiliano viene reso abbastanza fedelmente.

La seconda parte del film è quella che più combacia con la nostra definizione di “commedia all’italiana”, assumendo un tono farsesco e giocoso. Ne viene fuori un ritratto eroticissimo  e umoristico sia di Dona Flor che di Vadhinho.
Amando i film di Truffaut il regista fa sua la vitalità festosa  e i molti vizi che contraddistinguono lo sconsiderato Vadinho, togliendo forse peso alla figura della moglie di cui però è autentico il messaggio: alla noiosa vita coniugale senza sorprese o slanci passionali, Dona Flor sceglie d’essere succube di un marito focoso e incontrollabile, dedito al gioco e alle scappatelle amorose. Seppur in veste di fantasma.

Un film di Bruno Barreto, con Sonia Braga, José Wilker, Mario Mendonca (Commedia, durata 106 min. – Brasile 1976).


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