Una tipografia clandestina.Il centro stampa della Rocchetta di Lerici Fasoli-Boldrini-Fresco




una tipografia clandestiaAmo ripescare vecchie storie di Resistenza e guerra e, tempo fa, consigliata da un’amica, ho letto questo saggio storico che mi ha dato modo di conoscere  le passate vicende di una piccola porzione della mia zona.
“Una tipografia clandestina. Il centro stampa della Rocchetta di Lerici”: questo il titolo.
Ovviamente ciò di cui si parla nel libro è chiaro fin dall’inizio: si tratta di una tipografia clandestina sorta a Lerici nei dolorosi anni della Repubblica di Salò, nascosta in collina, alla Rocchetta, come viene chiamato dai suoi abitanti quel luogo.
Gli anni sono quelli a cavallo tra il 1943 e il 1944 e i coraggiosi uomini che hanno dato vita a questo progetto di lotta sono  descritti minuziosamente tra un capitolo e l’altro attraverso brevi ritratti in cui è tratteggiata la loro vita, i loro ideali, la loro storia personale.
Nei capitoli viene invece raccontata com’è nata l’idea di una tipografia clandestina tra i partigiani spezzini, la fatica e i pericoli a cui sono andati incontro per rendere possibile questo sogno, i meccanismi e cosa di fatto produceva questo immane lavoro.
Ma partiamo dall’inizio.
 L’idea sorge quando la popolazione spezzina è al limite delle forze, stremata da anni di guerra e propaganda fascista, affamata e povera. Un gruppetto di uomini coraggiosi, principalmente operai dei cantieri navali e militanti comunisti pensano di poter creare una rete clandestina d’informazione per fermare i miliziani fascisti e lottare contro l’invasore tedesco.
Si decide così di portare la macchina da stampa alla Rocchetta. Oggi questo luogo  si trova all’interno del Parco di Montemarcello, in collina, tra boschi di lecci e il silenzio della campagna; la vista del mare da lassù rendeva tangibile anche l’utopia più grande.
Inizialmente la tipografia venne nascosta nella cantina di una vecchia villa  intestata ad una persona apparentemente non legata alla lotta clandestina, in seguito verrà spostata sotto ad una cisterna e collegata alla casa attraverso una rete di cunicoli sotterranei. I protagonisti hanno raccontato la paura provata quando un gruppetto di nazisti ha bussato alla porta e il lavoro che si svolgeva a pochi passi è rimasto paralizzato dal terrore della rappresaglia.
Indubbiamente i pericoli sono stati incalcolabili ma, ed è quello che più importa, dal ’43 al’44 ogni volantino antifascista della provincia spezzina è stato stampato qui, e gli scioperi scoppiati nel 1944 sono stati ampiamente sostenuti grazie alla diffusione dei giornali partigiani della Rocchetta.
Questo saggio, scritto dagli studiosi Fasoli, Boldrini e Fresco,  riporta in maniera accurata e competente due anni di Resistenza spezzina, anni di insidie e difficoltà, rivela la storia dei protagonisti e ci avvicina ad un ideale di libertà conquistato al prezzo di grandi sacrifici.

UNA TIPOGRAFIA CLANDESTINA.IL CENTRO STAMPA DELLA ROCCHETTA DI LERICI
di: Giuseppe Fasoli, Boldrini Arrigo, Fresco Emanuele
Casa Editrice: Giacchè
Prezzo: 12 Euro


Leave a Comment

Filed under Recensioni, saggio

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>