Credo che “Uomini e Topi”, del 1937, sia uno dei maggiori capolavori dello scrittore americano John Steimbeck.
Nonostante non sia un romanzo nel vero senso della parola, ma piuttosto un racconto lungo, la storia narrata è densa, coinvolgente ed emozionante, e la traduzione, di Cesare Pavese, è assolutamente all’altezza dell’originale americano.
Il titolo utilizzato proviene da una poesia scozzese del ’700 di Robert Burns in cui il lavoro di un topo viene mandato all’aria da un aratro umano ed il fatto si innalzava a tragedia mondiale, avendo i due esseri, tanto il topo quanto l’uomo, il medesimo destino mortale.
Riconducibile agli anni successivi alla Grande Depressione americana del 1929, Steimbeck offre al lettore una storia che ben delinea la grande povertà ed il grande esodo dei braccianti agricoli, costretti a muoversi da una fattoria all’altra alla ricerca di lavoro.
Siamo in un tipico ranch americano, in California, dove i lavoranti ricevono vitto, alloggio e pochi spiccioli in cambio di prestazioni a giornata.
I due protagonisti, Lennie e George sono appena arrivati e fanno conoscenza con gli altri braccianti.
Lennie è dotato di una forza fisica che non riesce facilmente a gestire, un gran lavoratore, ma disturbato mentalmente. George invece, esile personaggio, rappresenta per lui un punto di riferimento, un’ancora a cui aggrapparsi quando la sua forza e i suoi limiti lo mettono nei guai; occasione che non manca mai di presentarsi. Ama rassicurare l’amico raccontando un futuro in cui loro due saranno proprietari di un bel podere e di una accogliente casetta, circondati da animaletti da allevare in armonia e felicità domestica.
Molto del racconto fa capo a questi sogni infantili, ma il finale risulterà assai amaro: Lennie spezza il collo alla moglie del padrone, colpevole di non volersi far toccare. In realtà l’intenzione non era cattiva, ma il gigante Lennie non riesce a gestire se stesso e i propri desideri.
Per questo motivo, per salvarlo dalla ferocia degli altri braccianti, George dovrà ucciderlo. E con la morte di Lennie anche lui smetterà di credere a quel sogno tante volte raccontato.
Il ritmo di Steimbeck è veloce, serrato, i dialoghi riempiono l’intero romanzo, quasi non si ha il tempo di capire a quale durissimo finale si va incontro.
“Uomini e Topi” è un vero capolavoro della narrativa mondiale, scritto attraverso una narrazione oggettiva, che trasmette la grande amarezza di chi insegue il sogno senza mai riuscire ad afferrarlo, la malinconia di una vita passata lontano da casa, da una baracca all’altra, nella speranza di un sempre piccolissimo risparmio.
Un racconto di intensa poetica che non lascerà mai il lettore insoddisfatto.
UOMINI E TOPI
di: John Steimbeck
Prezzo: 7,50 Euro
Casa Editrice: Bompiani