Harrison’s flower
Sono molti i libri e i film nati dopo la fine del conflitto nei Balcani. L’ultimo romanzo che ho letto sull’argomento è stato scritto da Margaret Mazzantini e si intitola “Venuto al mondo”: tra qualche tempo probabilmente ne faremo anche la recensione. Quando sono arrivata all’ultima pagina ho deciso di documentarmi e ho iniziato a cercare.
Harrison’s flower è il primo film in cui mi sono imbattuta: si tratta di una pellicola del 2000, diretta da Elie Chouraqui. La trama è stata tratta da “Le diable a l’avantage”, un romanzo di Isabel Ellsen, che purtroppo però non sono ancora riuscita a trovare.
Harrison è un fotografo di guerra che ha appena vinto il Pulitzer per un reportage, abita a New York, ha una bella moglie di nome Sara, due figli e lavora per un periodico americano. Tra le sue passioni ci sono i fiori.
Sara, interpretata da una toccante Andie Mac Dowell, ha qualche problema ad accettare i rischi a cui il marito va incontro quando svolge il suo mestiere in zone di guerra, ed è per questo che Harrison decide di abbandonare quel genere di foto. Si vuole però congedare dal suo pubblico con un ultimo servizio: siamo nel 1991 e il conflitto nella ex Yugoslavia è appena agli albori.
Harrison finisce in Bosnia e, dopo qualche tempo, la moglie riceve la notizia della sua morte.; le viene comunicato che il marito è rimasto intrappolato sotto un edificio crollato dopo un bombardamento. (continua…)
“I feel it in my fingers /I feel it in my toes /Love is all around me /And so the feeling grows” …provate ad ascoltare le prime note di questo celebre brano degli Wet wet wet e a non pensare al film si cui fu colonna sonora. Impossibile, almeno per me. Fin dalle prime note sono catapultata nel bel mezzo di “Quattro matrimoni e un funerale” la commedia romantica britannica del 1994 diretta da Mike Newell.