GINO LUCETTI Lettere dal carcere dell’attentatore di Mussolini Marina Marini
“E’ ora che spenta sia la dittatura, vergogna e tortura del mondo civil..” così recita un vecchio inno anarchico spagnolo. Ascoltando questo motivo ultimamente mi chiedo se anche Gino Lucetti abbia pensato la stessa cosa nel progettare il suo attentato ai danni di Benito Mussolini nel 1926.
Tempo fa mi è capitato di assistere alla presentazione della raccolta di lettere di questo sfortunato anarchico carrarino edita dalla casa editrice Galzerano. Incuriosita ho acquistato il libro e un mondo fatto di strenua resistenza e lotta si è aperto davanti ai miei occhi.
Niente da poter ricondurre al suo gesto è contenuto nel epistolario di Lucetti; le centonove lettere che formano questo libro hanno un carattere prettamente familiare.
Una famiglia numerosa la sua, e infatti molti sono i destinatari, molte le lettere per i fratelli e quelle per i nipoti, ma neanche gli amici o i parenti più lontani vengono dimenticati: certo è un espediente per far trascorrere quelle lunghe giornate in prigione, ma tant’è che gli argomenti da lui affrontati sono i più svariati, si va dai consigli sull’agricoltura, all’educazione da impartire ai nipoti, alla nostalgia di casa o a benevoli rimproveri. (continua…)
Un film che sfiora l’eterno; toccante e struggente nella sua crudezza. Sto parlando di “4 minuti”, girato nel 2006 da una rivelazione del cinema tedesco, ovvero Kris Kraus.