14 maggio 2010
Tags: anziani, Daniel Pennac, Parigi
“La Fata Carabina” è il secondo libro del ciclo Malaussène. Dato alle stampe nel 1987 e scritto dall’autore francese Daniel Pennac, questo simpatico romanzo è un noir che gravita attorno al mondo degli anziani.
Vecchietti vittime di uno spietato killer che li uccide a colpi di rasoio, vecchietti assassini che si proteggono sparando su chiunque possa rappresentare una specie di minaccia.
Tutto inizia quando un giovane ispettore di polizia, Vanini, prova ad aiutare una signora ad attraversare la strada: cosa accade nella mente dell’anziana? Trae dalla borsa una P38 e spara uccidendo il giovane.
A Belleville, sobborgo di Parigi, qualcosa sta cambiando: i giovani non si drogano più, rimpiazzati con molto più successo dalla popolazione d’età avanzata, e quando questi non sono uccisi dagli stupefacenti ecco arrivare uno spietato killer che taglia loro la gola utilizzando un affilatissimo rasoio.
Due indagini della polizia corrono parallele, da un lato l’ispettore Cercaire vuole assolutamente prendere l’assassino di Vanini, dall’altro l’ispettore Rabdomant, aiutato dal poliziotto Pastor e dal vietnamita Thian, tenta di scoprire chi c’è dietro il traffico della droga. (continua…)
Post correlati
19 aprile 2010
Tags: George Simenon, noir, Parigi
“Gli scrupoli di Maigret” è il cinquantaduesimo libro dedicato al celebre ispettore parigino nato dalla penna di Georges Simenon.
Nel commissariato iin Quai des Orfevres è un periodo piuttosto malinconico e piatto, cadono i primi giorni dell’anno e la calma la fa da padrona ovunque. E’ proprio l’inoperosità che fa squillare un campanello nella testa di Maigret quando Xavier Marton, specializzato nella costruzione di trenini elettrici, lo va a trovare per parlargli del suo caso. L’uomo è difatti convinto che la moglie voglia ucciderlo adoperando del veleno.
Nello stesso giorno il commissario riceve anche un’altra visita: si tratta della moglie, Gisele Marton, che gli propina la sua versione dei fatti. (continua…)
Post correlati
28 febbraio 2010
Tags: Di Caprio, Holland, Parigi, simbolismo
“Nel settembre 1871 Paul Verlaine, poeta giovane ma già affermato a Parigi, ricevette una lettera dalla provincia, contenente otto straordinarie poesie di un certo Arthur Rimbaud.
Rispose immediatamente così: “Mia cara, grande anima, venga a noi, lei è convocato, lei è atteso”.
Questo è l’incipit del film “Poeti dall’Inferno”, diretto nel 1995 da Agnieszka Holland ed interpretato da Leonardo Di Caprio nel ruolo di Arthur Rimbaud e David Thewlis in quello di Paul Verlaine. La sceneggiatura del film è tratta dalle opere e dal ricco epistolario intercorso tra i due poeti maledettii.
Possiamo dire che l’intera pellicola è un lungo flash back narrativo che scaturisce anni dopo la morte di Rimbaud, quando la sorella Isabelle si reca da l’ormai vecchio Verlaine per entrare in possesso di alcuni scritti del fratello, giudicati blasfemi, ansiosa di impedire la pubblicazione di ulteriori opere tacciate come empie e sacrileghe dalla allora stampa contemporanea.
(continua…)
Post correlati
10 febbraio 2010
Tags: Adamsberg, Fred Vargas, Parigi
Sono davvero fortunata in questo periodo della mia vita di lettrice: ho scoperto numerosi autori interessanti e originali, che, oltre ad aver dato vita a personaggi destinati a rimanere nel mio cuore, hanno anche avuto la bontà d’animo di scrivere trilogie o, ancor meglio, quadrilogie. Ciò significa che posso tranquillamente leggere il romanzo che tanto mi appassiona con la confortante certezza che ritroverò i protagonisti, la genialità delle trovate narrative, la suspence che l’autore sa creare, anche una volta terminato il libro. Ad un lettore questo fa molto piacere: è come una assicurazione sul futuro. E così, dopo aver scoperto Stieg Larsson, Twilight e la ‘saga Malaussene’ di Daniel Pennac, mi sono imbattuta in un’altra scrittrice francese, autrice di gialli intriganti e mai banali: Fred Vargas.
E’ con gioia quindi,che, dopo aver letto una delle sue prime opere tradotte in italiano, ‘Parti in fretta e non tornare’, ho scoperto che avrei ritrovato l’amato commissario Adamsberg, Danglard e Camille, anche in “L’uomo dei cerchi azzurri”, ” L’uomo a rovescio”, “Sotto i venti di Nettuno”, “Nei boschi eterni” e “Un luogo incerto”.
Ma veniamo a “Parti in fretta e non tornare”: il commissario Adamsberg, un poliziotto quantomeno originale, a cui piace fare lunghe camminate per far fluire i pensieri in libertà, da buon ‘spalatore di nuvole’ come viene definito, non ama sedersi a riflettere per incasellare ordinatamente pensieri e deduzioni,cosa che riesce invece benissimo al suo vice Danglard, preferisce piuttosto affidarsi alle sensazioni. (continua…)
Post correlati